Il grido d’allarme: «Rsa in ginocchio, conti in rosso e senza ristori»

Il grido d’allarme: «Rsa in ginocchio, conti in rosso e senza ristori»

Le case di riposo di ispirazione cattolica in difficoltà: «Le delibere regionali ci hanno penalizzato, aspettiamo 18 milioni di euro».

Da mesi - inascoltate - denunciano una situazione non più sostenibile. E il grido d’allarme corale si fa più forte ora: con la chiusura dei Bilanci 2020 è evidente nero su bianco che i conti non tornano. Le case di riposo bergamasche sono in ginocchio. Scontano i mancati ingressi di nuovi ospiti durante la prima ondata della pandemia e l’obbligo, tuttora in vigore, di tenere dei posti liberi (uno ogni venti) per isolare gli eventuali casi Covid. Senza contare la carenza di infermieri e le liste d’attesa che ricominciano ad allungarsi. Riparte così il pressing degli addetti ai lavori sulle istituzioni «per richiamare una doverosa attenzione». L’appello è soprattutto rivolto alla Regione, «debitrice» a loro dire, di ristori mai arrivati.

I bilanci

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