L’ex Mangimi Moretti in dirittura d’arrivo: accanto al McDonald’s aprirà Lidl

Il recupero dell’area industriale tra la Celadina e la Malpensata sarà terminato a settembre.

Quasi non ci si ricorda più degli enormi e fatiscenti edifici dell’ex Mangimi Moretti, ma erano lì, eccome se c’erano, alti 26 metri, all’ingresso della città. Esattamente un anno fa si organizzava il cantiere per ridisegnare la maxi-rotatoria e si iniziava a fare spazio alla passerella ciclopedonale che ricucirà i quartieri della Malpensata e di Campagnola, tagliati dalla superstrada. Le due torri in cemento armato sono state erette ai lati della strada, pronte a sostenere il percorso sospeso lungo 50 metri che sarà posato a breve. Il varo è previsto a metà luglio, ma «la struttura si potrà percorrere dai primi di settembre» annuncia l’imprenditore Francesco Manzi che, insieme a Pierangelo Lumina, nel 2015 acquistava l’ex area produttiva per rilanciarla, generando 2,8 milioni di euro in standard a beneficio della città, tra cui la pista ciclopedonale che bypasserà l’asse. Il primo lotto dell’operazione si è già chiuso. Da marzo McDonald’s sforna hamburger e patatine non-stop nel nuovo edificio e a settembre, nello stabile in via di ultimazione, aprirà un supermercato a marchio «Lidl».

L’ex Mangimi Moretti è un’altra «ex» che si lascia alle spalle una storia di incuria e degrado. Perché negli ultimi anni, del fecondo passato industriale dell’area, non era rimasto più nulla, se non edifici abbandonati diventati «casa» per persone disperate. Lo stesso vale per un’altra «ex» storica, la centrale termoelettrica Daste e Spalenga a Celadina, edificio chiuso negli anni Sessanta che dalla scorsa settimana è tornato a vivere nel quartiere di Celadina, diventando un hub culturale ribattezzato più semplicemente «Daste», grazie al progetto del Comune di Bergamo «Legami urbani», finanziato dal Governo con il bando, chiamato, non a caso, «Periferie». Sono serviti oltre 4 milioni di euro del plafond da 18 milioni messo a disposizione dallo Stato, per portare un po’ di «bellezza» solitamente riservata al centro agli estremi della città (per il restauro e la rifunzionalizzazione dell’edificio le varie amministrazioni, negli anni, hanno investito altri 3 milioni dei bilanci comunali, in tutto l’operazione vale 7 milioni di euro). Alla Celadina, «Daste» si dice pronta a riallacciare legami con le persone e a «generare nuova energia». Con i cineamatori che faranno maratone lunghe una notte, con i bambini e le loro famiglie che la domenica pomeriggio inventeranno opere d’arte insieme agli educatori di Gamec, Accademica Carrara e Museo delle storie. Tante sono le attività in programma e quelle già avviate (comprese le degustazioni di champagne e le divagazioni culturali sull’architettura e l’astronomia).

È una grande seconda occasione per due luoghi della città rimasti ai margini per decenni e non solo dal punto di vista geografico. Chiuso il processo di «rigenerazione urbana», così definito dall’assessore del Comune di Bergamo (e architetto) Francesco Valesini, regista dell’operazione, su Daste e Spalenga, ecco che ora arriva quasi a destinazione la «riqualificazione urbana» dell’ex Mangimi Moretti.

Dopo l’abbattimento degli edifici per 80 mila metri quadri di materiale (è stato necessario un escavatore del peso di 450 quintali, dotato di un braccio lungo 30 metri) e la bonifica dell’area, un anno fa sono iniziate le operazioni per la ricostruzione. E a sei mesi dall’inaugurazione di McDonald’s, aprirà un supermercato «Lidl».

La fase edificatoria (in tutto sono 5 mila metri quadri di spazi commerciali) è ormai agli sgoccioli. Fa il punto Francesco Manzi: «A metà luglio la seconda struttura sarà terminata. Seguirà l’attività di allestimento degli interni, l’apertura è quindi prevista a metà settembre. Siamo soddisfatti perché questa insegna, di qualità, offrirà un servizio, anche sociale, al quartiere». L’imprenditore ricorda il lungo lavoro per raggiungere l’obiettivo: «Abbiamo iniziato tre anni fa, con le pratiche urbanistiche. C’è voluto tempo, è stata un’operazione complessa e costosa, ma il risultato ci soddisfa, secondo noi è molto bello e non invasivo. Gli edifici non coprono più la chiesa di Campagnola, la visuale è più libera». Già, perché abbattuti i 26 metri di silo dell’ex Mangimi, è spuntato anche il campanile, a ricordare che aldilà della superstrada ci vive una comunità.

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