Alias alza bandiera bianca: preoccupati i 30 addetti
VERSO LA PROCEDURA. L’azienda di arredo di design sta valutando la richiesta di liquidazione giudiziale. Ricerca di partner infruttuosa.
Lettura 1 min.«Vi avvisiamo che l’azienda è momentaneamente chiusa per esigenze interne straordinarie». È il messaggio registrato che si ascolta componendo il numero di telefono della Alias di Grumello del Monte, un piccolo «tempio» del design, che nella sua storia (quasi cinquantennale) ha incrociato nomi del calibro di Alberto Meda, Vico Magistretti e Philippe Starck, solo per citarne alcuni. Ma, dopo anni di difficoltà che si sono acuite negli ultimi mesi, l’azienda ha deciso di alzare bandiera bianca: a giorni - forse già questa settimana - dovrebbe infatti presentare istanza di liquidazione giudiziale (l’ex «fallimento» in proprio). Questo dopo aver tentato il ricorso alla composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa e, nel contempo, avendo incontrato più partner (anche internazionali) interessati a investire. Tanti colloqui, ma alla fine nessun cavaliere bianco interessato a concretizzare.
30 dipendenti
Dal punto di vista sindacale, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm hanno avuto un faccia a faccia con i rappresentanti aziendali: l’attenzione è concentrata sui 30 dipendenti. Che non se la passano bene già da tempo, considerando che dal 24 febbraio sono interessati da una cassa integrazione ordinaria a rotazione, poi virata a zero ore negli ultimi due mesi, in scadenza venerdì. E da due mesi non percepiscono l’anticipo dell’indennità di Cigo dall’azienda, alle prese con le valutazioni sulle misure da adottare. Le tre sigle ora chiedono l’attivazione della cassa straordinaria, ma la società non sarebbe orientata verso questa ipotesi. Su tutto pesa la difficoltà del settore arredamento, per quanto Alias si rivolga a una fascia alta.
Le dichiarazioni dei sindacati
Da parte sua Manuel Carrara della Fiom, nel richiamare l’azienda alle sue responsabilità, afferma: «Chiediamo con urgenza l’apertura di un tavolo di crisi istituzionale. La nostra priorità è duplice: garantire la continuità del reddito attraverso l’attivazione immediata degli ammortizzatori sociali e avviare un piano di salvaguardia dei livelli occupazionali». E ancora: «A essere minacciato è il futuro di decine di famiglie». È sulla stessa lunghezza d’onda Moreno Businaro della Fim: «Dietro questa crisi ci sono 30 famiglie che per mesi hanno avuto fiducia nell’azienda, ma questa fiducia ora è arrivata al capolinea. Chiediamo risposte immediate anche per il recupero delle spettanze degli ultimi mesi».
La storia
Alias è stata fondata nel 1979 da quattro soci, tra cui spicca il nome di Enrico Baleri. Negli anni Novanta il marchio incontra la popolarità anche all’estero e nel 1998 «Laleggera chair» è insignita del Compasso d’Oro Adi. Acquisita da Cassina nel 2001, nel 2005 entra nel gruppo Poltrona Frau. Nel 2015 passa sotto la guida di Beat Zaugg, imprenditore svizzero - che detiene tutt’ora la proprietà - il cui nome è stato associato anche a quello delle bici Scott.
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