Buoni pasto, in provincia di Bergamo mercato da 70 milioni di euro

L’ANALISI. Tra costi amministrativi e commissioni, li accettano sempre meno bar. Ma cresce la grande distribuzione.

Bergamo

Confcommercio Bergamo fa il punto sul mercato dei buoni pasto, che sta attraversando una fase di trasformazione profonda, nelle modalità di utilizzo come nella rete di accettazione. Nella nostra provincia è un mercato da quasi 70 milioni di euro, che coinvolte oltre 52mila lavoratori dipendenti, con un valore medio annuo di 1.327 euro a dipendente, inferiore alla media nazionale di 1.507 euro: una differenza, secondo Confcommercio, imputabile alla minor concentrazione di uffici pubblici e grandi imprese rispetto alle grandi aree metropolitane.

II numero dei beneficiari è in aumento, trainato soprattutto dal settore privato, grazie alla maggior diffusione del welfare aziendale: una conferma del trand nazionale, che ha visto il mercato crescere del 34,5% in tre anni.

Dai bar ai supermercati

Il grande cambiamento riguarda la modalità di spesa di ticket e voucher. Negli ultimi cinque anni si è assistito a uno spostamento significativo dai bar ai negozi di alimentari e grande distribuzione. La spesa nei bar è crollata da 52,7 a 38,3 milioni di euro, mentre nei negozi di alimentari e nei supermercati è quasi raddoppiata, da 17,6 a 31,3 milioni.

Li accettano meno esercizi

È parallelamente crollato il numero di esercizi commerciali in provincia di Bergamo che accettano buoni pasti: in cinque anni è sceso a 640 unità, con un calo di 190, il 20,5%, negli ultimi cinque anni. Il settore più colpito riguarda bar e gelaterie, -34%, mentre cresce del 45,5% il numero di supermercati che li accettano.

Diego Rodeschini, presidente del Gruppo bar, gelaterie e pasticcerie di Confcommercio Bergamo, sottolinea come «le commissioni elevate, il passaggio al buono elettronico e i costi amministrativi della gestione digitale abbiano accelerato l’uscita dal circuito di bar e piccole insegne a favore di quelle più strutturate. In questo quadro, la concentrazione sembra destinata a continuare nei prossimi anni».

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