Cassa integrazione, boom di richieste. Ma le aziende usano solo un’ora su 4

Ammortizzatori. A luglio a Bergamo autorizzate 648.706 ore, +235,3% rispetto a giugno. Amboni (Cgil): molte le domande precauzionali giustificate da momentanei cali di fatturato.

Cassa integrazione «precauzionale». Potrebbe essere questa la spiegazione dell’impennata di ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps, a Bergamo, nel mese di luglio. Ore che sono triplicate nel giro di un mese passando dalle 193.445 di giugno alle attuali 648.706 (+235,3%). Numeri che letti così potrebbero, anzi dovrebbero, suscitare allarme. Ma come sempre i dati, vanno letti correttamente per dare il giusto significato. A non destare particolare preoccupazione, il fatto che si tratta di cassa integrazione ordinaria, cioè l’ammortizzatore sociale concesso per situazioni momentanee e non strutturali di difficoltà. Di contro, di cassa straordinaria, cioè per situazioni di crisi e di ristrutturazione, non è stata autorizzata (quasi) nessuna ora.

Utilizzata un’ora su quattro

A questo va aggiunto il fatto che l’effettivo utilizzo delle ore autorizzate scende al 26%: in pratica su quattro richieste (e autorizzate dall’Inps) solo una viene effettivamente utilizzata. Unica eccezione, a conferma delle difficoltà perduranti, è invece il settore carta, stampa ed editoria che conferma un elevato e continuo ricorso alla cassa integrazione (da gennaio autorizzate Detto questo, se per ora dal mondo del lavoro bergamasco continuano ad arrivare buoni segnali (non sono poche le aziende che hanno ridotto il periodo di chiusura per far fronte alle commesse), il sentiment generale degli imprenditori è orientato all’estrema prudenza: tra l’incertezza dello scenario internazionale e le elezioni politiche alle porte, impossibile prevedere un autunno tranquillo.

«Per ora le richieste presentate sono giustificate da momentanei cali di fatturato non generalizzati e non si sentono ancora in modo diffuso gli effetti della allarmante situazione internazionale»

«Le domande di cassa integrazione pare siano più una precauzione per il futuro che un bisogno per l’immediato - conferma Orazio Amboni della Cgil Bergamo -. Per ora le richieste presentate sono giustificate da momentanei cali di fatturato non generalizzati e non si sentono ancora in modo diffuso gli effetti della allarmante situazione internazionale, dall’aumento dei costi energetici, alle difficoltà di reperimento delle materie prime».

I dati nazionali

Diversa la dinamica nazionale. Nel complesso in Italia autorizzate dall’Inps nello scorso mese di luglio sono state 40,1 milioni, il 19,4% in meno rispetto a giugno e quasi l’80% in meno a confronto con luglio del 2021. Pressoché stabile la cassa integrazione ordinaria (-0,2%), mentre quella straordinaria segna un calo mensile del 33,7% e un aumento del 25,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Intanto sta per diventare operativa la norma (Legge di bilancio 2022) che prevede l’obbligatorietà di percorsi formativi per i lavoratori in cassa integrazione straordinaria. «È bene cominciare a pensarci - avverte Amboni - e prevedere percorsi formativi mirati per dare opportunità di impiego e reimpiego ai lavoratori dei settori in crisi, evitando di disperdere risorse in attività formative di scarsa spendibilità occupazionale». «Sarà una prima importante prova per i rinnovati Centri per l’Impiego della Provincia» conclude il sindacalista.

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