Classifica dei redditi a Bergamo: il centro città doppia la periferia - Tutti i dati e le mappe

I DATI. Il divario resta ampio, ma i quartieri recuperano. Balzo di oltre il 4% per Sant’Alessandro, Monterosso e Valtesse. Rallentano viale Papa Giovanni, Pignolo (-0,3%) e Città Alta (-0,8%). In coda restano Colognola e Carnovali.

La forbice è sempre ampia, perché i quartieri «ricchi» continuano a doppiare (o quasi) quelli «poveri». Però, almeno sulla carta, il divario va lievemente restringendosi: per il secondo anno consecutivo, i redditi delle periferie di Bergamo crescono più di quelli delle zone centrali, che anzi registrano un leggero arretramento.

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Succede in una città che, numeri alla mano, conserva livelli di benessere tra i più elevati del Paese: con 34.263 euro lordi a testa (+2,5%), Bergamo è ancora il terzo capoluogo d’Italia per reddito medio complessivo. Lo raccontano i dati del ministero dell’Economia (Mef) sui «730» presentati nel 2025, dunque relativi all’anno fiscale 2024. Ed è un tesoretto in aumento, quello generato da chi vive a Bergamo: se nel 2023 l’ammontare dei redditi valeva quasi 3,1 miliardi di euro complessivi (2,9 miliardi, invece, era il dato dell’imponibile), ora sfiora i 3,2 miliardi, precisamente con un incremento di 99,5 milioni di euro.

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La mappa

Per le grandi città, il Mef mette a disposizione anche una mappa a seconda della zona in cui ha casa il contribuente, tarata sul Cap dell’indirizzo di residenza. La gerarchia dei borghi di Bergamo rimane immutata, pur con trend variegati rispetto a qualche anno fa. L’abitato più facoltoso si conferma quello con il Cap 24121, che comprende l’area est del Centro e cioè i quadranti di viale Papa Giovanni e Pignolo (e vie limitrofe): lì in media nel 2024 sono stati dichiarati 49.762 euro per ogni contribuente, con un arretramento dello 0,3% rispetto ai 49.933 dell’anno precedente (-171 euro). Il segno meno appare anche per il Cap 24129, quello che racchiude Città Alta, i Colli e Longuelo, dove il reddito medio è sceso da 44.381 a 44.043 euro: una limatura del -0,8% che si traduce in un «impoverimento» di 338 euro a testa.

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Il quartiere Sant’Alessandro tra i più ricchi

La geografia dei redditi cittadini sembra ora essere guidata da una nuova bussola. Storicamente, infatti, il terzo posto è sempre stato appannaggio del Cap 24128, cui fanno riferimento Loreto, Santa Lucia e San Paolo: è ancora così, qui nel 2024 il reddito medio si è attestato a 40.449 euro, in rialzo dell’1,7% (+676 euro). Ma la novità è che si avvicina al podio l’area delimitata dal Cap 24122, ossia il centro «ovest», il quartiere di S.Alessandro: zona effervescente, visto che il reddito medio è salito a 38.002 euro, con una decisa accelerazione del 4,2% (+1.533 euro). In altri termini, si scorge una nuova tendenza nel cuore della città: i contribuenti più dinamici – in prevalenza lavoratori dipendenti, poi pensionati e infine autonomi – si stanno concentrando in quest’altra zona, mentre il salotto più tradizionale ha rallentato il passo.

C’è poi una fascia socioeconomica che fa da «ponte» tra le classi più abbienti e la periferia dei redditi. Attorno ai 33-34mila euro lordi annui, cioè quasi esattamente in linea con la media cittadina, ci sono il Cap 24123 (Conca Fiorita, Monterosso, Valtesse-San Colombano, Valtesse-Sant’Antonio), a quota 34.413 euro (+4,5%) e il Cap 24124 (Redona e Santa Caterina), a 33.295 euro (+3%).

La situazione nelle periferie migliora

Le periferie, nonostante la maggior vulnerabilità sociale, presentano indicatori con un certo slancio e in continuità con il recentissimo passato. Può avvenire per più motivi: perché la ripresa occupazionale post-Covid ha assorbito una quota di disoccupazione, ma anche perché sono arrivati nuovi residenti (soprattutto coppie e giovani lavoratori), e anche perché alcuni contesti di riqualificazione immobiliare hanno attratto un nuovo ceto «intermedio».

La miglior crescita proporzionale emerge nella zona del Cap 24127, che include Grumello, Malpensata, San Tomaso e Villaggio degli Sposi: lì il balzo è stato del +4,5%, e si è passati da 26.826 a 28.024 euro (+1.198). Prosegue anche la traiettoria positiva del Cap 24125 (Boccaleone, Borgo Palazzo, Celadina), che si colloca a 27.315 euro (+3,2%), e del Cap 24126 (Campagnola, Carnovali, Colognola), ora a 26.452 euro (+3,7%).

Le dinamiche: meglio gli autonomi

Dove il reddito complessivo cala, succede soprattutto per un motivo: la flessione – stando ai dati più granulari del Mef – è dovuta in gran parte a un «alleggerimento» delle dichiarazioni presentate da lavoratori autonomi. I loro redditi sono infatti ben più consistenti di quelli di pensionati e dipendenti, dunque la contrazione innesca un effetto di trascinamento sul dato medio. In Città Alta e in centro tra viale Papa Giovanni e Pignolo – i quartieri col segno meno – l’incidenza dei professionisti è notoriamente elevata: se rallenta il loro imponibile, oppure se qualche decano sceglie di ritirarsi, ecco che il termometro dei «730» coglie un cambiamento.

Nonostante ciò, comunque, chi dimora tra viale Papa Giovanni e Pignolo dichiara in media l’88% in più – cioè quasi il doppio – rispetto a un concittadino di Campagnola, Carnovali o Colognola, i rioni che stanno agli antipodi della graduatoria. E, sempre nel Cap centrale 24121, si contano 537 cittadini che dichiarano oltre 120mila euro lordi annui.

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