Cresce nel 2025 il ricorso all’Isee: assegno unico e diritto allo studio

L’ANALISI. Complessivamente, le persone interessate dalla dichiarazioni Isee sono oltre 101.000, con il 28% delle famiglie che hanno 4 componenti. Sonzogni: «Le riforme devono rafforzare il principio di equità».

Bergamo

Si conferma anche quest’anno la corsa all’Isee per la conferma dei sostegni alle famiglie, in particolare l’assegno unico e le prestazioni agevolate a carattere continuativo. La nota è rilevata dal Caf Cisl Bergamo che conferma i dati dell’attività anche sul 2025 con un incremento dell’1,38% rispetto al 2024: sono, infatti, oltre 34.000 le Dsu elaborate, circa il 23% di quelle provinciali.

Dall’analisi qualitativa emergono una serie di elementi che evidenziano che il 56% dei dichiaranti è donna, contro il 44% di uomini; l’82% è nato in Italia, il 18% all’estero. Complessivamente, le persone interessate dalla dichiarazioni Isee sono oltre 101.000, con il 28% delle famiglie che hanno 4 componenti, il 25% 3, il 21% 1, il 14% 2 e il 12% oltre 5. Nel 51% dei nuclei è presente almeno un minore, nel 22% dei casi almeno una persona con disabilità.

L’Isee medio è di 21.658 evidenziando un incremento rispetto ai 20.028,00 euro del 2024. Si conferma il 2% tra i nuclei con Isee a zero, non avendo patrimonio, né reddito; il 19% ha un ISEE inferiore a 9.360 euro (limite non esclusivo per avere accesso nel 2024 all’Assegno di Inclusione) e nel 40% dei casi è presente almeno un minore. Il 37% dei nuclei familiari ha comunque un Isee inferiore a 15.000 euro; il 40% ha un Isee compreso tra 15.000 e 30.000 euro; il 13% si trova nella fascia tra 30.000,00 e 40.000,00 euro, il 10% ha un Isee superiore a 40.000 euro.

Relativamente alla motivazione della richiesta oltre il 50% dei nuclei presenta la Dsu per la richiesta dell’assegno unico per i figli, con il 56% che richiede comunque servizi per i minori, il 22% per il diritto allo studio (la determinazione, cioè delle tasse universitarie), il 22% per i servizi socio sanitari per le persone con disabilità. Relativamente ai servizi per i minori, nei cui nuclei il 62% presenta almeno 2 figli, l’indicatore si colloca per il 40% nella fascia tra i 15.000,00 e i 30.000,00 euro.

I cambiamenti della legge di bilancio

Con la legge di bilancio 2026 viene rivisto il calcolo dell’indicatore sia riducendo l’incidenza della valorizzazione della prima casa sulla componente patrimoniale dell’Isee e sia incrementano la scala di equivalenza per i nuclei con almeno due figli.

72.000 nuclei complessivamente dovrebbero avere un miglioramento del proprio indicatore, nello specifico e senza effetto cumulato 31.000 per effetto della modifica sull’abitazione principale e oltre 56.000 per la maggiorazione della scale di equivalenza

Stando alle analisi fornite dall’ufficio parlamentare di bilancio, stimando l’impatto sull’Isee dei bergamaschi, 72.000 nuclei complessivamente dovrebbero avere un miglioramento del proprio indicatore, nello specifico e senza effetto cumulato 31.000 per effetto della modifica sull’abitazione principale e oltre 56.000 per la maggiorazione della scale di equivalenza. Il primo intervento, infatti, favorisce i proprietari di casa rispetto a chi abita in locazione; il secondo è più “neutro” rispetto al patrimonio. L’obiettivo complessivo e principale è quello di sostenere le famiglie con figli: la stima della riduzione dell’ISEE varierà a seconda delle condizioni economiche e le caratteristiche dei nuclei, permettendo alle famiglie di godere di maggiori benefici o di accedere a misure da cui risultavano escluse.

«La Cisl – dice Candida Sonzogni, segretaria provinciale del sindacato di via Carnovali - valuta tendenzialmente positivo l’intervento sull’Isee relativo all’innalzamento della franchigia sull’abitazione principale da 52.500,00 euro a 91.500,00 euro (120.000,00 euro per le città metropolitane) così come l’inclusione nel patrimonio anche delle giacenze in valuta all’estero, criptovalute, o consistenti in rimesse in denaro. Sull’incremento della scala di equivalenza per i nuclei con almeno due figli (con coefficiente che si incrementa all’aumentare del loro numero), reputiamo che vada proprio nella logica del sostegno alle famiglie con benefici soprattutto sull’assegno unico che, a nostro parere, resta sempre lo strumento di sostegno da privilegiare. Tuttavia, alcune questioni andavano affrontate: per esempio, prevedendo un incremento della detrazione per chi vive in affitto, per non creare discriminazione e trattamento diversificato, così come la decisione di applicare la riforma solo per le prestazioni di carattere nazionale (l’assegno di inclusione; il supporto per la formazione e il lavoro; l’assegno unico e universale per i figli a carico; il buono per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici e privati, e per le forme di supporto domiciliare per bambini aventi meno di tre anni di età e affetti da gravi patologie croniche; l’assegno una tantum per ogni figlio nato o adottato) rischia di generare solo frammentazione e confusione tra coloro che si vedranno un indicatore differente a livello territoriale per altre prestazioni. Le riforme dell’Isee – conclude la sindacalista bergamasca - non devono snaturarne il senso, anzi ne devono rafforzare il principio di equità sostanziale nel trattare i cittadini».

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