Fine mandato all’Inas per Petteni: «Ora il sociale»

CARICHE. Passaggio di testimone con il romagnolo Davide Guarini, già alla guida della Fisascat-Cisl.

«Sa cos’ho fatto in questi giorni? Ho riletto l’intervista che mi aveva fatto il 16 marzo 2018: sono riuscito a realizzare quello che mi ero riproposto di attuare». Sono passati otto anni da quell’intervista e dall’elezione di Gigi Petteni - il 28 marzo 2018 - a presidente dell’Inas, il patronato della Cisl, che, solo in quanto a dipendenti, ne conta 1.283.

Il suo mandato si è chiuso lunedì, con l’elezione di un romagnolo (Petteni aveva raccolto il testimone da un altro bergamasco, Domenico Pesenti), segretario generale nazionale della Fisascat-Cisl fino a novembre dell’anno scorso, Davide Guarini. Chiedere a Petteni come organizzerà ora, a 71 anni, la sua vita, vuol dire ricevere una risposta netta: «Mi dedicherò ad azioni sociali». E anche sentirsi dire che «tra poche settimane saranno 50 anni di impegno nella Cisl». Partendo dagli esordi come delegato sindacale alla Mobili Barcella, fino alla sua lunga carriera nel sindacato, che lo ha portato, nel 2014, alla segreteria nazionale, con segretaria generale Annamaria Furlan, oggi senatrice tra le fila di Italia Viva. Prima ancora, nel 2004, Petteni era stato eletto segretario generale della Cisl di Bergamo e, nel 2008, segretario generale della Cisl Lombardia.

«Lascio un Inas saldo», afferma Petteni, considerato che sull’Istituto pesava un passivo di oltre 9 milioni, dovuto anche alla riduzione dei rimborsi ai patronati da parte dei governi. Ma la vera soddisfazione, secondo l’ex presidente, è «l’aver visto crescere tanti dipendenti under 35, affiancati da chi aveva esperienza». Se ci sono altri ruoli nel suo futuro è difficile da decifrare: «Io non sono mai stato innamorato dei ruoli, mi sono sempre sentito un delegato, perché guardare negli occhi i lavoratori è la cosa più bella del mondo». E questi otto anni a Roma (in ufficio la maglia dell’Atalanta di cui è un tifoso sfegatato) li descrive come «favolosi»: «All’Inas non si compilano solo pratiche, ma si accompagnano le persone in un percorso, quando perdono il posto di lavoro, quando subentra una malattia professionale o succede un infortunio». Si chiude un capitolo, se ne apre un altro.

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