(Foto di Bedolis)
IN CENTRO CITTÀ. Una giornata di sciopero e un presidio nella mattinata di martedì 7 aprile. Era stata programmata e si è svolta con la totale adesione dei lavoratori dello store la mobilitazione proclamata da Filcams - Cgil, Fisascat - Cisl e Uiltucs in merito alla situazione del gruppo Giochi Preziosi.
Bergamo
I dipendenti del negozio Giochi Preziosi di via XX Settembre 58, in centro a Bergamo, si sono fermati e sciopereranno per un’intera giornata: la manifestazione è stata organizzata con un presidio davanti al negozio dalle ore 9.30 alle 11. Si tratta di una decina di lavoratori.
Al centro della protesta ci sono le forti preoccupazioni per il ridimensionamento della rete di vendita e la mancanza di impegni precisi da parte del gruppo sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Giovedì è atteso un nuovo incontro al ministero del Lavoro per esaminare la richiesta di cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività.
Nicholas Pezzè, segretario della Filcams di Bergamo, sottolinea: «Siamo preoccupati per la chiusura dello store e per le prospettive occupazionali dei dipendenti, che da circa un mese e mezzo vivono una situazione incerta. Il negozio è semivuoto, la pressione per il futuro è elevatissima, la tensione è alta e l’azienda non parla».
«La situazione di Bergamo è lo specchio di un quadro nazionale incerto. Per questo le organizzazioni sindacali hanno già sollecitato l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché accompagni un percorso di confronto che garantisca la continuità lavorativa e soluzioni concrete»
«L’adesione al 100% testimonia il clima di forte incertezza causato dalla mancanza di un piano industriale credibile e dal progressivo ridimensionamento del perimetro aziendale» spiega la Cgil. Alle preoccupazioni del sindacato si aggiungono quelle dirette di chi vive quotidianamente il punto vendita. Simona Ceresoli, Rsa Giochi Preziosi Bergamo, spiega: «Siamo molto preoccupate perché non abbiamo risposte o certezze. Ogni giorno entriamo in un negozio sempre più vuoto senza sapere cosa ne sarà del nostro lavoro domani; il silenzio dell’azienda non è più accettabile».
Nicholas Pezzè sottolinea come la vertenza locale rifletta le preoccupazioni nazionali sulla tenuta occupazionale del Gruppo: «La situazione di Bergamo è lo specchio di un quadro nazionale incerto. Per questo le organizzazioni sindacali hanno già sollecitato l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché accompagni un percorso di confronto che garantisca la continuità lavorativa e soluzioni concrete per evitare la perdita di ulteriori posti di lavoro».
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