Economia / Bergamo Città
Mercoledì 07 Gennaio 2026
Ospitalità, il 93,6% delle oltre 4.600 strutture ricettive bergamasche registrato con il Cin
L’ANALISI. L’assegnazione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) alle strutture ricettive bergamasche procede a ritmo sostenuto, superando la media nazionale.
Bergamo
Secondo la ricerca condotta da Confcommercio Bergamo sui dati della Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo aggiornati a fine novembre 2025, il territorio bergamasco conta 4.640 strutture registrate, di cui 4.344 già dotate di Cin (93,6%) contro il 89,20% della copertura nazionale.
L’analisi rivela una configurazione particolare del settore dell’ospitalità bergamasca: solo il 5,3% delle strutture sono alberghi, mentre il 33,0% sono strutture extralberghiere e ben il 61,7% alloggi destinati al turismo. Un dato significativo emerge dalla natura gestionale: più della metà delle strutture (55,5%) sono alloggi gestiti da privati, a cui si aggiunge un ulteriore 6,2% di B&B senza partita Iva.
Anche tra le attività gestite come imprese, il 29,7% sono alloggi privati. Complessivamente, solo l’8,6% delle strutture censite dal Ministero si riferisce ad alberghi e strutture extralberghiere tradizionali quali affittacamere, agriturismi, campeggi, case per ferie, ostelli e rifugi.
L’incrocio dei dati ministeriali con quelli del portale «Alloggio sicuro» di Federalberghi evidenzia il ruolo centrale delle piattaforme di intermediazione: oltre la metà degli alloggi (52,1%) è commercializzata tramite Booking, mentre il 39,3% utilizza Airbnb, senza sovrapposizioni significative tra le due piattaforme. Un ulteriore 9,8% (457 strutture) è presente su Tripadvisor.
I dati sul territorio
La concentrazione maggiore si registra nel capoluogo con il 50,4% delle strutture, seguito dall’hinterland con un ulteriore 9,4%. Le zone lacustri di Endine e Iseo, con i comuni limitrofi, raccolgono 754 strutture pari al 16,2% del totale.Significative le differenze tra le valli: la Val Brembana conta 438 strutture (9,4%), superando la Val Seriana che ne registra 361 (7,8%). L’area con maggiori margini di crescita risulta essere la pianura, sia occidentale (Treviglio) che orientale (Romano di Lombardia), con 99 strutture pari al 2,1% del totale.
«La crescita del turismo che ha caratterizzato il nostro territorio non ha prodotto una crescita correlata delle imprese del settore, perché si è tradotta per lo più in attività svolta da privati- sottolinea Oscar Fusini, direttore Confcommercio Bergamo- . Esiste il problema collegato alla possibilità di dedurre le spese e di assunzione di lavoratori che oggi non è possibile per attività svolte da privati e questo costituisce un limite allo sviluppo di un settore, quello dell’ospitalità, che deve crescere come qualsiasi altro settore produttivo». Fusini ha accolto positivamente la revisione normativa che obbliga all’apertura della partita Iva dal terzo immobile: «Questa misura va nella direzione giusta perché sposterà una buona parte degli immobili verso una gestione imprenditoriale e quindi maggiormente manageriale che consentirà gli investimenti. La ricettività, che è il biglietto da visita di un Paese, non può essere limitata dall’essere erogata come un secondo lavoro ma deve essere svolta in modo altamente professionale».
«Occorre una regolamentazione efficace per gestire l’overturism laddove crea problemi di scarsità di immobili per i residenti, pressione sui canoni e servizi al collasso»
Il direttore di Confcommercio Bergamo sottolinea l’importanza di una governance coordinata: «L’esperienza toscana, con restrizioni per contenere l’overtourism, e i prossimi provvedimenti annunciati dell’Emilia Romagna dimostrano che l’offerta di immobili in affitto turistico è uno strumento prezioso per i comuni che vogliono contrastare spopolamento e desertificazione commerciale. Al tempo stesso, occorre una regolamentazione efficace per gestire l’overturism laddove crea problemi di scarsità di immobili per i residenti, pressione sui canoni e servizi al collasso». «Si apre quindi la necessità di introdurre una funzione di programmazione e regolatoria in capo ad un ente superiore, Regione o Provincia, per coordinare gli sforzi dei Comuni ed evitare che ciascuno vada per la propria strada a discapito degli altri. Per scongiurare il ripetersi in versione “digitale” dello stesso fenomeno registrato con lo sviluppo delle seconde case nelle valli bergamasche negli anni ‘80 e ’90, che non ha costituito un modello di sviluppo turistico ma solamente immobiliare. Senza sforzi di crescita dei servizi di accoglienza degli imprenditori e di sistema non potrà imporsi a lungo termine» conclude Fusini.
Ilze Allena , neo-presidente di Federalberghi Extra - il gruppo Confcommercio Bergamo costituito a inizio dicembre 2025 in rappresentanza delle strutture extra-alberghiere- sottolinea il ruolo di assistenza e supporto dell’associazione: «Formazione e informazione sono strumenti di supporto insostituibili per chi opera nel settore dell’ospitalità e degli affitti brevi. Il quadro normativo e degli adempimenti è oggi complesso e in continua evoluzione, e non sempre di immediata lettura, soprattutto per le realtà di dimensioni più piccole. Per questo Federalberghi Extra Bergamo nel 2026 intende rafforzare il proprio ruolo di accompagnamento, mettendo a disposizione momenti di formazione e informazione facilmente accessibili, con l’obiettivo di aiutare gli operatori a lavorare con serenità, in modo consapevole e conforme alle regole, tutelando al tempo stesso la qualità dell’offerta e la sicurezza degli ospiti». Non manca una riflessione sul tema dell’equilibrio tra turismo e residenza, di fronte alla crescita degli affitti brevi: «Guardiamo con interesse all’intento del Comune di Bergamo di intervenire sul tema della pressione turistica nei borghi storici e di promuovere una distribuzione più equilibrata della ricettività sul territorio- continua Allena-. Si tratta di un obiettivo comprensibile, che tuttavia – come più volte evidenziato dagli operatori –non deve risultare nell’applicazione eccessivamente limitativo per chi opera correttamente. Se la direzione è quella di incentivare la ricettività nelle aree limitrofe, è fondamentale che questo percorso sia accompagnato da un rafforzamento dei servizi, a partire dal trasporto pubblico e dal servizio taxi, oggi ancora poco adeguati alle esigenze del turismo, soprattutto nelle ore serali e nei giorni festivi».
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