Presidio dei rider a Bergamo: «Vogliamo più tutele» - Foto e video

IL PRESIDIO. Sono in strada in bicicletta tra le 10 e le 16 ore al giorno 7 giorni su 7, fanno tra le 5 e le 14 consegne al giorno e lavorano anche col maltempo, senza diritti e tutele. Nel pomeriggio una manifestazione dei rider a Bergamo per chiedere una maggiore tutela.

Bergamo

Sono in strada in bicicletta tra le 10 e le 16 ore al giorno 7 giorni su 7, fanno tra le 5 e le 14 consegne al giorno e lavorano anche col maltempo, senza diritti e tutele. Sono le condizioni lavorative dei rider che sabato 14 marzo, nel pomeriggio, si sono ritrovati in piazza Pontida a Begamo in una ventina nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale promossa dalla Cgil per superare il sistema dello sfruttamento nel food delivery per dire basta alla precarietà e rivendicare un lavoro dignitoso.

«Siamo qui - ha detto Ayman Bourrai della Nidil Cgil di Bergamo - per sostenere questi rider che non hanno diritti e tutele, sono lavoratori che sono in strada 70 ore a settimana dal lunedì alla domenica, 10 ore al giorno e, tra l’altro, non vengono pagati per tutto il periodo dell’attività lavorativa, lo stipendio è di circa 3-4 ore a consegna indipendentemente dai chilometri che percorrono».

Molto chiare le richieste: «Maggiori diritti e tutele, retribuzioni migliori e certe e subordinazione dei lavoratori. Il nostro obiettivo è che venga applicato il contratto nazionale trasporto merci e logistica con tutte le tutele e i diritti: inquadramento full time, con retribuzioni dai 2000 lordi in su rispetto ai 1200- 1300 lordi di adesso».

Il sindacato stima che nella Bergamasca sono tra i 500 e i 600 i rider, un centinaio dei quali in città, all’85% sarebbero immigrati, prevalentemente provenienti da Pakistan, Iran e Afghanistan.

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