Variante indiana, dopo lo stop d’ingresso preoccupazione nell’agricoltura orobica
Lavoratori indiani in una serra in una foto d’archivio

Variante indiana, dopo lo stop d’ingresso preoccupazione nell’agricoltura orobica

Sono alcune centinaia i lavoratori del Paese asiatico nelle nostre campagne. Impiegati in orticoltura e zootecnia, le associazioni: «Molti per fortuna risiedono stabilmente»

A causa della grave emergenza sanitaria in India, l’Italia ha vietato l’ingresso a tutti coloro che hanno soggiornato nel Paese asiatico negli ultimi 14 giorni. Una decisione che rischia di generare ripercussioni nel settore agricolo, visto che sono 35 mila i lavoratori indiani impegnati nelle campagne italiane, e diverse centinaia nella Bergamasca dove sono presenti su due filoni principali: zootecnia e quarta gamma con le produzioni orticole.

Le associazioni di categoria stanno monitorando la situazione, mentre fra gli operatori aleggia una certa preoccupazione. I consigli ai dipendenti sono quelli di evitare il rientro nel proprio Paese, ma la cosa certa è che per diverse settimane non arriveranno nuovi addetti.

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