Alleati e avversari
Stravaganza italiana

Che due partiti siano alleati ma stiano uno al governo e l’altro all’opposizione è una stravaganza italiana. Succede alla Lega e a Fratelli d’Italia: l’uno sostiene Mario Draghi, l’altro invece è l’unica opposizione del governo di unità nazionale anti-Covid voluto dal Capo dello Stato per disincagliare i partiti dall’impotenza. Va da sé che questa diversa collocazione di alleati-competitori crea un mucchio di problemi ad entrambi e parecchie opportunità ad uno solo. Salvini sta al governo e quindi deve condividere la scelte di Draghi e di Roberto Speranza sul Covid: protesta, invoca aperture per le imprese ma poi è costretto ad assoggettarsi ai numeri della pandemia. Quando Draghi gli dice: anche io voglio riaprire i negozi ma posso farlo solo quando diminuiranno i morti, i contagi e i ricoverati nelle terapie intensive, il capo della Lega non può che dargli ragione.

Alleati e avversari Stravaganza italiana
La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

Il problema è che ogni giorno di più le piazze si riempiono di cittadini che protestano e Salvini, per quanto ci provi, non può dal governo mettersi alla loro testa e lucrarne il consenso. Che invece va a chi sta all’opposizione: Giorgia Meloni non esita a schierarsi dalla parte di chi invoca l’allentamento delle restrizioni e può alzare la voce nel chiedere, a nome delle piazze, più soldi per chi è danneggiato dal blocco dei commerci e del turismo. Così si spiega perché il consenso di Fratelli d’Italia sale e quello della Lega scende. Salvini, che fece un miracolo a rimettere in piedi un partito morto fino a portarlo al trenta e passa per cento di voti, adesso paga pegno.

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