Anche l’Unione europea è in guerra, ma al suo interno

Le guerre sono due. L’una con carri armati, missili, cannoni e morti in Ucraina. L’altra sotterranea fatta di incontri, vertici, ipocrisie diplomatiche e sorrisi e si combatte a Bruxelles. L’Unione europea ha il grande merito di rendere indolore quello che nella storia si paga con sangue e miseria. Ma è necessario non equivocare: non è un incontro conviviale. L’Italia percepisce l’Europa in chiave solidaristica. L’aiuta in questo suo slancio ecumenico l’idea che il più forte deve aiutare il più debole.

E questo spiega perché ogniqualvolta lo sperato sostegno viene meno la delusione è grande e subito si passa al risentimento. L’euroscetticismo viene da qui. E Giorgia Meloni lo sa bene perché nel suo partito non sono mancate riserve e avversioni verso l’Europa. È un sentimento che attraversa trasversalmente un po’ tutti gli schieramenti politici, dai Cinque Stelle alla Lega. Meloni come capo del governo percepisce come non sia così facile per uno Stato che ha il terzo debito al mondo prescindere dagli umori dei creditori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA