Errori gravi
nei quesiti più sensibili,
chi ha vinto

Giuliano Amato con gesto innovativo ha voluto spiegare alla stampa il perché delle decisioni della Corte Costituzionale sugli otto referendum presentati. Il presidente della Consulta non è stato in questa circostanza «sottile», anzi ha dato giudizi molto netti. Primo, sull’eutanasia, già bocciato l’altroieri, ha ricordato che non rispettava la tutela costituzionalmente dovuta della vita umana perché avrebbe consentito l’«omicidio del consenziente» in molti più casi di quanto si volesse far credere. Secondo, sulla cannabis ha in pratica detto che il quesito conteneva un errore grave: depenalizzava cioè non solo la cannabis ma anche le droghe pesanti e perciostesso andava a sbattere con precisi trattati internazionali firmati dall’Italia. Le reazioni degli interessati (soprattutto Radicali e associazioni) sono state più che dure, anzi furibonde con l’accusa ad Amato di «mentire».

Errori gravi nei quesiti più sensibili, chi ha vinto
L’esterno del Palazzo della Consulta
(Foto di ANGELO CARCONI)

Quanto alla giustizia, salta il quesito sulla responsabilità civile diretta del giudice: secondo Amato l’introduzione di una norma simile avrebbe «reso il referendum innovativo più che abrogativo», e come tale non ammissibile. Finora infatti la responsabilità civile del giudice è indiretta in quanto tra il magistrato e il cittadino si frappone lo Stato che semmai poi si rivale sul suo dipendente. Chi gioisce dunque? Fondamentalmente la Lega che si vede approvati 4 referendum sui 5 riguardanti la giustizia e su cui potrà imbastire una fortissima azione propagandistica allorché si aprirà la campagna referendaria.

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