Il governo e la guerra, un sentiero stretto

L’editoriale Gli sviluppi negoziali del fronte in Ucraina stanno avendo un effetto spiazzante su Conte e Salvini, che fin qui si sono rincorsi e sovrapposti: difficile sostenere il sottinteso caricaturale delle loro critiche al governo di cui fanno parte, ossia che Draghi e i suoi abbiano messo l’elmetto o, peggio, che siano «servi sciocchi» degli americani.

Il governo e la guerra, un sentiero stretto
Mario Draghi
(Foto di Ansa)

L’attivazione del telefono rosso fra i ministri della Difesa americano e russo apre un varco diplomatico - su come, quando e in quali condizioni arrivare a un cessate il fuoco - e per la prima volta il confronto fra avversari, pur dall’inizio fragile, non avviene solo sul terreno bellico. L’iniziativa americana si manifesta in un contesto in movimento, dove la guerra sta cambiando fisionomia trasformandosi in un conflitto d’attrito e di logoramento: l’armata putiniana ha collezionato più sconfitte che successi, mentre gli ucraini, armati dagli occidentali, stanno guadagnando posizioni, si preparano alla controffensiva di giugno, ma sono in difficoltà nel Donbass. Spetta ai rapporti di forza sul terreno determinare i margini di manovra dei negoziati.

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