La guerra e l’unità italiana impossibile

ITALIA. Il ministro della Difesa Crosetto aveva sperato di trovare un’assemblea di Montecitorio capace di unità di intenti di fronte alla guerra, una concordia che prescindesse dai ruoli di opposizione e maggioranza.

«Il livello di follia nel mondo è tale - aveva detto all’inizio della sua informativa a Montecitorio sull’utilizzo delle basi americane in Italia - che è necessario che il Paese sia unito». E su questa linea ha spiegato come si sono comportati tutti i governi della Repubblica, di ogni colore, dal ‘51 ad oggi in materia di utilizzo delle basi Nato e basi Usa sul nostro territorio. Che si traduce semplificando così: le attività nelle basi comprese negli accordi, quindi sostanzialmente azioni logistiche, sono automaticamente autorizzate dal governo italiano; le attività di altra natura - cioè attività belliche non comprendenti la Nato - devono avere una autorizzazione specifica. Da quel che si è capito il 31 marzo ci è stata chiesta una autorizzazione «di altra natura» e l’autorizzazione non è stata concessa per una attività «di guerra che non è la nostra guerra». E così Crosetto ha ricordato dati, numeri, nomi dei ministri della Difesa che comprovano questa ininterrotta linea dei governi nel rispetto dei trattati internazionali e bilaterali e della Costituzione.

Tutto questo però all’opposizione non è bastato: la condanna della guerra da parte del Governo non è giudicata all’altezza della gravità del momento, come non lo è, secondo le sinistre, la lunga spiegazione giuridica data da Crosetto sulle basi

Quanto al giudizio sull’attuale guerra in Iran scatenata da Usa e Israele, la stessa presidente del Consiglio è passata da quel cautissimo (e ambiguo) «non condivido e non condanno» pronunciato in aula ad un più esplicito «quando non siamo d’accordo lo diciamo agli Stati Uniti e noi questa volta non siamo d’accordo» (intervista al Tg1 durante la missione negli Emirati Arabi). Fuori di un simile comportamento, Crosetto vede solo inaccettabili «rotture isteriche o infantili subordinazioni».

Tutto questo però all’opposizione non è bastato: la condanna della guerra da parte del Governo non è giudicata all’altezza della gravità del momento, come non lo è, secondo le sinistre, la lunga spiegazione giuridica data da Crosetto sulle basi: infatti per Pd, M5S e AVS l’uso di Aviano, Sigonella e delle altre strutture dovrebbe essere precluso agli americani sempre e comunque durante la guerra in Iran, cosa che evidentemente né il ministro della Difesa né la presidente del Consiglio possono accettare se non a prezzo della denuncia di trattati internazionali e bilaterali.

«Mi sarei aspettato un dibattito di altro livello» ha commentato a conclusione Crosetto parlando con i giornalisti

Come si vede la possibilità di una certa unità d’azione e di intendimenti tra maggioranza e minoranza parlamentari, si rivela davvero quasi impossibile. C’è però da vedere quale sarà l’orientamento dei due fronti quando - come tutto lascia prevedere, anche stando a Crosetto - l’Italia come gli altri Paesi potrebbe avere serie difficoltà di rifornimento di combustili fossili, gas e petrolio. Qui una prima spaccatura si potrà rilevare all’interno della maggioranza dal momento che la Lega, oltre a insistere per il nucleare di nuova generazione, chiede esplicitamente di riaprire alle forniture russe per superare l’emergenza: è noto che su questo né Meloni né Tajani sono d’accordo. Lo sarebbe invece il M5S: Conte ha più volte detto che, in emergenza, dovremmo rivedere il nostro atteggiamento verso quello che era il nostro maggior fornitore fino a quando non ha aggredito militarmente l’Ucraina. Certo è che tutta l’opposizione critica anche i recenti viaggi della premier prima in Algeria e poi nella Penisola Arabica il cui scopo ufficiale era quello di trovare alleati per superare la crisi energetica. Viceversa le opposizioni ritengono che si sia trattato di viaggi di pura propaganda senza alcun risultato concreto: «A chi pensate di darla a bere?» ha chiesto polemicamente il capogruppo grillino Ricciardi. «Mi sarei aspettato un dibattito di altro livello» ha commentato a conclusione Crosetto parlando con i giornalisti.

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