Letta e Meloni, sfida frontale

Draghi c’è e non c’è. Estraneo alla partita politica, comunque resta sullo sfondo. Spesso evocato, il garante dell’Italia euroatlantica e riformista. Ieri ha ricordato che il governo va avanti, perché c’è ancora tanto da fare. «Sarà un autunno complesso», ha ribadito dopo aver già sottolineato questo concetto nella due giorni parlamentare in cui gli fu dato il benservito.

Letta e Meloni, sfida frontale
Enrico Letta e Giorgia Meloni

Qualcosa di più di un promemoria per la campagna elettorale, in coincidenza con l’analisi del Fondo monetario internazionale che ha parlato di rischi di recessione a livello globale. Il quadro economico non consente fughe in avanti e depotenzia in partenza slogan in cerca di facili consensi o bonus elettoralistici. Il percorso è in ogni caso obbligato nella griglia dei vincoli europei, a partire dalla messa a terra del Pnrr, fin qui in regola sulla tabella di marcia e sugli obiettivi raggiunti. I motivi dell’autunno difficile li conosciamo, con l’aggravante che questi mesi sono «caldi» per definizione: è così dal 1969 in poi. Vedremo in che modo, in quale misura e con quale taglio saranno trattati nella manciata di settimane prima del voto: c’è una pandemia che potrebbe riservarci ancora brutte sorprese, c’è l’incognita della guerra in Ucraina, s’aggrava il peso dell’inflazione sulla vita degli italiani, specie di quelli a reddito fisso.

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