Sicurezza e migranti, Salvini corre a destra e divide la maggioranza
ITALIA. I fatti di Modena hanno riacceso vecchie divisioni nel centrodestra sul tema dei migranti, e ancora una volta hanno contrapposto la Lega di Salvini agli altri alleati.
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Le focose dichiarazioni del leader della Lega che propone di ritirare il permesso di soggiorno o la cittadinanza agli stranieri che compiono gravi reati nel nostro Paese si sono rincorse con colui che è diventato il principale concorrente elettorale del Carroccio, e cioè quel generale Vannacci che proprio alla Lega deve il seggio all’Europarlamento. Vannacci dice basta all’accoglienza e sì alla remigrazione, e Salvini deve rincorrere il suo ex campione, una rincorsa verso destra che però allontana il vicepremier dagli altri sodali della maggioranza. A cominciare proprio da Antonio Tajani che esprime ancora una volta la posizione più moderata del centrodestra: non si può revocare la cittadinanza all’autore dell’attentato di Modena - sostiene - per la ragione che è un cittadino italiano che è nato e cresciuto in Italia, oltretutto figlio di genitori marocchini che si sono bene integrati nella nostra comunità.
Inoltre Tajani non ha esitato ad andare ad incontrare i due egiziani che hanno contribuito a bloccare l’attentatore in fuga armato di coltello. Sulla stessa linea anche Noi Moderati di Maurizio Lupi.
Giorgia Meloni è in difficoltà a trovare una sintesi che sia compatibile con le esigenze e i doveri del governo
Fratelli d’Italia sostanzialmente tace, probabilmente per non alimentare ulteriori polemiche tra alleati, ma anche perché all’interno dello stesso partito di Giorgia Meloni si agitano sul tema scottante dell’immigrazione, posizioni tra loro diverse. A sentire Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera, infatti verrebbe da pensare che i Fratelli d’Italia la pensano come Salvini («Per me Salim el Koudri è un marocchino, non un italiano») ma la realtà è molto più articolata e la stessa Giorgia Meloni è in una certa difficoltà a trovare una sintesi che sia compatibile con le esigenze e i doveri del governo.
Una difficoltà su cui le opposizioni si concentrano per denunciare «il fallimento della politica di sicurezza del governo di centrodestra». Ma nel Campo Largo, a non avere alcun tipo di difficoltà sono quelli di Avs e i pentastellati, assestati su una linea di sinistra radicale che coerentemente persegue l’accoglienza e l’inclusione dei migranti, che - ovviamente - non vuol sentir parlare di remigrazione e che, in passato, aveva proposto di dimezzare il periodo di tempo necessario ad ottenere la cittadinanza per chi è nato in Italia da genitori stranieri.
Chi è invece alle prese con la ricerca di una posizione equilibrata è il Pd: neanche Elly Schlein può ignorare che c’è una parte del suo elettorato che preme perché il centrosinistra si pronunci con chiarezza sulla necessità di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e una più efficiente gestione dell’ordine pubblico. Quando esponenti democratici avvertono che non si può lasciare alla destra il tema della sicurezza, questo intendono dire, e cioè che non si può restare sordi alle richieste che vengono anche da chi vota per il centrosinistra e vorrebbe vedere all’opposizione Meloni e i suoi alleati.
neanche Elly Schlein può ignorare che c’è una parte del suo elettorato che preme perché il centrosinistra si pronunci con chiarezza sulla necessità di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e una più efficiente gestione dell’ordine pubblico.
Dai quali si potrebbe allontanare Forza Italia sotto l’impulso «libertario» di Marina Berlusconi? È la domanda che per ora rimane senza risposta se non quella delle smentite d’ufficio da parte del ministro Tajani. Sta di fatto che il partito azzurro sempre più spesso si scontra con Salvini e punta i piedi con Meloni, per esempio sulle nomine: la poltrona di presidente della Consob resta vuota anche perché Forza Italia si è messa di traverso alla nomina di un sottosegretario leghista. Cose di sottogoverno, che tuttavia sono segnali di un malessere che prima o poi dovrà trovare una valvola di sfogo.
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