Omicidio a Valbrembo, chiesto l’ergastolo per entrambi gli imputati
IL PROCESSO. Due giovani sono accusati di omicidio pluriaggravato e rapina. Sentenza il 20 aprile.
Valbrembo
Ergastolo per entrambi gli imputati. È la richiesta del pm Letizia Ruggeri, arrivata mercoledì 25 marzo al processo per omicidio pluriaggravato (nesso teleologico e minorata difesa) e rapina a carico di Carmine De Simone Dicecca, 25 anni, e di Mario Vetere, 24, accusati di aver ucciso con pugni, calci e colpi sferrati col calcio di una pistola scacciacani il 58enne Luciano Muttoni nella sua abitazione di Valbrembo il 7 marzo 2025. Tutto questo al fine di rapinargli l’auto, 50 euro e 4 carte di credito che poi non erano riusciti a utilizzare.
Gli imputati
Nell’udienza di mercoledì 25 marzo hanno preso la parola anche i due imputati. De Simone Dicecca ha negato di essere arrivato in quella casa per rapinare, cercando quindi di far cadere il nesso teleologico che, se riconosciuto, è l’aggravante in grado di portare la pena fino al carcere a vita. Per farlo ha raccontato che due giorni prima, quando nell’abitazione di Muttoni, affittacamere, aveva pernottato con la fidanzata e un’amica, il padrone di casa, mentre lui dormiva, avrebbe cercato di entrare nel bagno dove la compagna si stava facendo la doccia. Una ripicca e non una rapina sarebbe dunque il movente della spedizione. «Che non doveva finire così – ha ammesso –. Ho perso il controllo, non mi riconosco in quello che ho fatto. Io quell’uomo lo sogno tutte le notti. Vorrei chiedere scusa, ma non è una giustificazione, non esiste una scusa per un gesto simile».
Anche Vetere ha dichiarato che ogni giorno pensa a ciò che è successo quella sera, chiedendo scusa ai familiari (in aula c’erano 4 dei sette fratelli). Il giovane ha raccontato di essere stato reclutato per una rapina e, dopo che Muttoni aveva reagito, di essersi limitato a sferrargli due pugni mentre erano entrambi finiti a terra. «Poi sono uscito a cercare le chiavi della sua auto e sono rientrato nell’abitazione dopo uno, due minuti (il 58enne era nel frattempo rimasto in balìa della furia di De Simone Dicecca, ndr). Non so cosa sia successo. Il sangue era aumentato».
La requisitoria del pm
Il pm nella requisitoria ha sostenuto che l’obiettivo dei due era la rapina, «tant’è vero che avevano poi cercato di utilizzare le sue 4 carte di credito». E ha evidenziato le falle nella nuova versione di De Simone Dicecca, quella della vendetta per i presunti tentativi di molestie alla sua ragazza. Intanto perché Vetere, anche poco prima in aula, ha sempre parlato di rapina. E poi perché la fidanzata del 25enne non ha mai accennato, nelle varie deposizioni da testimone, ai tentativi di accesso di Muttoni nel bagno in cui le si stava lavando.
Il 7 aprile parola ai difensori Luca Bosisio per De Simone Dicecca (per il quale il pm ha invocato anche 9 mesi di isolamento diurno) e Daniele Tropea per Vetere (6 mesi di isolamento diurno). Il 20 aprile la sentenza.
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