Omicidio Muttoni, niente ergastolo per i due imputati: condannati a 23 e 16 anni
LA SENTENZA. La Corte d’assise ha riconosciuto le attenuanti ai due giovani e ha rigettato la richiesta dell’accusa per De Simone Dicecca e Vetere.
Valbrembo
Nessun ergastolo, come avevano chiesto le difese, per l’omicidio di Luciano Muttoni, il 58enne di Valbrembo aggredito a calci e pugni in casa sua e lasciato agonizzare per 36 ore il 7 marzo 2025. La Corte d’assise presieduta da Donatella Nava (a latere Sara de Magistris), dopo un’ora di camera di consiglio, lunedì 20 aprile ha condannato Carmine De Simone Dicecca, 25enne di Bergamo, a 23 anni e mezzo, e Mario Vetere, 24enne brianzolo di Brugherio, a 16 anni, arrestati a qualche giorno di distanza dal delitto dopo che erano fuggiti con 50 euro, quattro carte di credito (che non erano riusciti a utilizzare) e la vecchia Golf della vittima.
Le motivazioni della sentenza tra 90 giorni
Si vedrà fra 90 giorni, quando saranno depositate le motivazioni, come i giudici sono arrivati a determinare le pene. Ma già fin da ora si può dire che ha influito la concessione delle attenuanti generiche, ritenute equivalenti per De Simone Dicecca e prevalenti per Vetere. Attenuanti che sono andate a mitigare le aggravanti: la minorata difesa e il nesso con la rapina che poteva costare l’ergastolo. I due, ha disposto la Corte, una volta scontata la condanna, saranno sottoposti a tre anni di libertà vigilata.
L’accusa aveva chiesto l’ergastolo
I giovani, entrambi in carcere, hanno accolto il verdetto con un sospiro di sollievo, dal momento che per loro il pm Letizia Ruggeri aveva invocato l’ergastolo . I difensori Luca Bosisio e Daniele Umberto Tropea avevano invece insistito sulla giovane età degli imputati e sul fatto che entrambi hanno finora avuto vite travagliate: abbandonati dalle famiglie naturali fin da piccoli, caduti nel tunnel della cocaina, costretti a un’esistenza di strada fatta di espedienti. «Figli dell’abbandono», li aveva definiti l’avvocato Bosisio. Il legale aveva anche sostenuto che: «Una punizione per quello che hanno fatto ci doveva essere, ma chiediamoci se è giusto negargli la possibilità di riscatto».
Espressioni rasserenate anche tra gli amici degli imputati, presenti in aula insieme a don Claudio, sacerdote della comunità Kairos che in passato aveva ospitato Vetere.
La reazione dei parenti della vittima
Sul volto di sei degli otto fratelli della vittima, che lunedì hanno assistito all’udienza, c’era invece delusione. «Non ci sono commenti – ha dichiarato a nome dei familiari la sorella Mariella Muttoni¬ -. L’hanno lasciato lì 36 ore in agonia. Avrebbero potuto chiamare il 112, anche in forma anonima. Non ci sono parole. Fra una quindicina d’anni saranno fuori dal carcere dopo quello che hanno fatto. Sì, ci aspettavamo una condanna più severa».
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