«Paladina-Sedrina, spiragli se si evita lo scavo in trincea»

LA QUERELLE. Il destino della tangenziale sud di Bergamo torna al centro del dibattito in Regione, ma con uno spiraglio concreto per evitare che l’opera affondi di nuovo nelle sabbie mobili di burocrazia e attese.

Dopo lo stop di Anas al progetto definitivo del lotto Paladina-Sedrina , il caso è approdato ieri in consiglio regionale con un’interrogazione che ha compattato i rappresentanti bergamaschi. La soluzione per superare il «giallo della discarica» Monte Bianco sembra ora passare da una variante tecnica: non più uno scavo in trincea tra i rifiuti, ma un innalzamento del tracciato che ne garantisca la fattibilità.

Un’ipotesi che punta a salvare un investimento in progettazione già pesantissimo: «Per questa opera sono stati spesi 6,2 milioni di euro di soldi pubblici, di cui 1,8 milioni messi direttamente dai Comuni della Valle Brembana tramite i fondi Bim», ha evidenziato in aula Jonathan Lobati (FI), primo firmatario dell’interrogazione. «Non capiamo come il tema della discarica emerga con questa criticità solo oggi, in una fase così avanzata, per un’opera che è nella programmazione regionale da oltre 20 anni e in quella di Anas da quasi 40, e che è in una zona particolarmente impattata non solo dai flussi pendolari, ma anche turistici diretti verso le belle Valli Brembana e Imagna».

La risposta è stata affidata al sottosegretario Mauro Piazza. Secondo la Regione, la prudenza di Anas deriva da criticità da valutare a fondo. In particolare, il progetto attuale prevede una trincea profonda che attraversa il corpo della discarica basandosi su indagini ambientali degli anni ‘90. Anas ritiene quindi indispensabile un supplemento di indagine per escludere la presenza di sostanze tossiche o materiali pericolosi che potrebbero compromettere la fattibilità dell’intervento o far lievitare i costi, oggi stimati in 527 milioni di euro.

Le reazioni dei politici bergamaschi

I consiglieri di Fratelli d’Italia Alberto Mazzoleni (anch’esso firmatario dell’interrogazione), Pietro Macconi e Michele Schiavi puntano sulla soluzione tecnica rapida: «È inaccettabile che criticità già considerate diventino oggi un ostacolo insormontabile. La continuità del progetto sembra garantita da Anas attraverso l’ipotesi di innalzare la livelletta del tracciato, evitando così lo scavo in trincea nella discarica. È una prospettiva positiva che permetterebbe di non disperdere il lavoro fatto finora».

Anche il Pd, con Davide Casati e Jacopo Scandella, chiede unità: «La Valle Brembana merita una risposta chiara, non è più rinviabile. Serve che tutte le istituzioni collaborino per condividere il progetto e reperire le risorse necessarie». Il territorio intanto si è mobilitato con una manifestazione che si terrà il 6 giugno. L’obiettivo è uno solo: impedire che il supplemento di indagini chiesto da Anas diventi l’ennesimo binario morto per un bacino di oltre 100.000 cittadini che ogni giorno scontano l’isolamento viabilistico della valle.

La parola ora passa ai tecnici di Anas, che dovranno chiarire se l’innalzamento della strada sarà sufficiente a sbloccare l’iter o se la tangenziale sud dovrà affrontare un nuovo, interminabile rinvio. Sulla questione si innesca però un nuovo fronte di scontro locale. Un gruppo di cittadini di Ubiale Clanezzo hanno infatti lanciato ieri una petizione su «Change.org» per bloccare l’ipotesi, proposta il giorno precedente dal vice sindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi, di trasformare la strada comunale del collegamento Ubiale-Clanezzo in provinciale. Per i cittadini la strada è troppo stretta e inadatta per reggere il traffico vallare. Si temono inquinamento e usura del manto, chiedendo invece il potenziamento delle arterie esistenti.

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