Bergamo, da «Daminelli» raid di soli 2 minuti: razzia da 75mila euro - Il video della spaccata
IL COLPO. In via Ghislandi alle 4 della notte tra mercoledì e giovedì 7 maggio la spaccata: in azione tre incappucciati, con torce, guanti e piede di porco. Indaga la questura.
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«Sono rimasto davvero allibito per la violenza con cui hanno agito». Non ha molte parole Marcello Daminelli nel commentare il furto che tre malviventi hanno messo a segno nel negozio di strumenti musicali della sua famiglia, in via Ghislandi. In due minuti tre ladri hanno letteralmente divelto una delle vetrine del punto vendita e poi infranto con estrema violenza, utilizzando lo stesso piede di porco usato per accedere nel negozio, le vetrine dov’erano esposti i flauti di valore, infilandone 13 negli zaini, oltre a due ottoni e soprattutto alle testate d’argento per gli stessi strumenti a fiato.
75mila euro il bottino
Durante il colpo si accaniscono sugli espositori che custodiscono i flauti, sia il bancone sia le vetrine verticali: prendono tutto a mazzate usando il piede di porco
Un bottino che ammonta a circa 75mila euro. I tre ladri sono entrati in azione poco prima delle 4 della notte tra martedì e mercoledì, venendo ripresi dalle telecamere del negozio: senza dubbio professionisti, indossavano guanti, felpe con cappuccio, passamontagna, mascherine del tipo «ffp2» e anche delle torce frontali, di quelle – per intendersi – usate dai minatori. Alle 3.53 e 57 secondi appaiono nelle riprese interne del negozio (ora al vaglio della questura) per andarsene alle 3.55 e 15 secondi. Durante il colpo si accaniscono sugli espositori che custodiscono i flauti, sia il bancone sia le vetrine verticali: prendono tutto a mazzate usando il piede di porco.
«Mi si è stretto il cuore a vederli trattare così male: saranno senza dubbio da riparare», sottolinea Daminelli
Organizzatissimi, si aiutano a vicenda: uno accende la torcia sulla fronte del complice che imbraccia con entrambe le mani il piede di porco. Prima entrano in azione due con indosso una felpa chiara, soltanto in un secondo momento arriva in aiuto anche il terzo complice, con la felpa nera. Gli strumenti musicali vengono arraffati tra le vetrine rotte e infilati in tutta fretta negli zaini. «Mi si è stretto il cuore a vederli trattare così male: saranno senza dubbio da riparare», sottolinea Daminelli, mostrando quasi affetto verso gli strumenti che la sua famiglia vende da una vita (l’anno prossimo il negozio di via Ghislandi taglierà il traguardo del mezzo secolo) e che i ladri non solo rubano, ma portano via con tale violenza. È l’unico aspetto in tutta la vicenda che non fa propendere per l’ipotesi del furto su commissione. Prima di scappare, hanno anche ribaltato una scrivania. Sul posto sono intervenute le Volanti della questura e poi la Scientifica per i rilievi. «Sono stati davvero molo gentili e professionali – evidenzia Marcello Daminelli –. Cosa dire di fronte a fatti del genere? Noi siamo gente normale, che lavora e che dà lavoro a 17 famiglie. La speranza è che vengano presi e restino in galera».
Il furto nel 2022
Nell’agosto del 2022 Daminelli aveva già subito un grosso furto, a tratti simile a quello dell’altra notte: il bottino allora fu di 41 flauti, per un valore di quattrocentomila euro. Lo scorso dicembre, invece, un tentativo era fallito.
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