Chiara Mocchi torna a casa, il racconto: «Un fendente a mezzo millimetro dall’aorta, sono viva grazie a un altro mio alunno e al sangue dei donatori»
L’APPELLO. La professoressa accoltellata è stata dimessa nel pomeriggio di lunedì 30 marzo dall’ospedale di Bergamo. «Salvata da un altro mio alunno tredicenne che ha rischiato la sua stessa vita».
Bergamo
«Un grazie che sale dal cuore». Con queste parole, affidate al proprio legale Angelo Lino Murtas, la professoressa Chiara Mocchi, insegnante di francese alla scuola media di Trescore Balneario , racconta quanto accaduto il 25 marzo, quando è stata accoltellata da un alunno tredicenne « confuso, trascinato e “indottrinato” dai social », si legge nella lettera.
«Salvata da un altro alunno che ha rischiato la vita per me»
Un’aggressione improvvisa e violentissima: « Mi ha colpita ripetutamente al collo e al torace », scrive la docente, salvata anche dal coraggio di un altro studente che «mi ha difesa rischiando la sua stessa vita». Decisivi i soccorsi: «Una potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di sangue perso», e un colpo «arrivato a mezzo millimetro dall’aorta. Un foulard premuto sul collo, le mani tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra, e l’ombra diventava addio».
L’intervento dei soccorritori
Fondamentale l’intervento dell’elisoccorso con il servizio « Blood on Board »: «Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo», ricorda la professoressa, prima di perdere conoscenza. Poi il ritorno alla vita grazie alle trasfusioni: «Era il sangue donato, quello che ricominciava a circolare nel mio cuore».
Il ringraziamento e l’appello alla donazione
Nella lettera il ringraziamento va ai soccorritori, ai medici e ai donatori Avis, «persone anonime che offrono una parte di sé senza voler nulla in cambio». E un pensiero commosso anche per il padre, fondatore dell’Avis-Aido della Media Val Cavallina: «Una goccia di sangue può salvare una vita».
Il ringraziamento a Francesco Daminelli, responsabile del servizio «Blood on Board», e a un equipaggio straordinario: Giuseppe Calvo, Valentina Cortinovis, Enrico Lazzarini, Simone Costa e Luca Stefani. Professionisti, ma soprattutto esseri umani che non dimenticherò mai. Infine l’appello: diventare donatori. «Spero che chi legge trovi il coraggio di affidare una piccola parte del proprio sangue all’Avis», scrive. «Perché senza quelle gocce non ci sarebbe più».
«Ha rischiato la sua vita»
Chiara Mocchi, la docente accoltellata a scuola da un 13enne, ha raccontato che le sue urla dopo la prima coltellata, hanno richiamato un altro studente che, mentre lei tentava di difendersi e cadeva a terra ferita, ha affrontato il compagno armato prendendolo a calci e facendolo scappare. «È indubbiamente un eroe» ha detto all’Ansa il legale della docente Angelo Lino Murtas. «Ha rischiato di prendersi delle coltellate anche lui, come mi ha riferito la mia assistita - ha spiegato Murtas -. Sono intenzionato a proporlo per una medaglia perché se le merita».
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