Folla a Gazzaniga per l’ultimo saluto a Evar

L’ADDIO. Il funerale giovedì 23 aprile alle 14,30 nella parrocchiale a Gazzaniga. Tantissimi amici e colleghi di lavoro stretti attorno al dolore della famiglia.

Gazzaniga

«Chiediamo che in una simile tempesta, che stravolge la vita di una famiglia e di un’intera comunità, arrivi la luce. Una piccola luce come quella del cero davanti alla bara, che illumini il nostro cuore e quello dei suoi cari». Questo l’invito di don Luigi Zanoletti, parroco di Gazzaniga, a parenti, amici, colleghi e semplici conoscenti riuniti nel pomeriggio di giovedì 23 aprile nella chiesa parrocchiale per l’ultimo saluto a Evar Cortinovis, l’alpinista di 37 anni scomparso sabato scorso in un tragico incidente a Valbondione, nel corso di un’escursione con due amici.

Stretta attorno a papà Fabio, mamma Sabrina e alla sorella Nicole l’intera comunità di Gazzaniga, paese natale di Evar, dove abitava con la moglie, Gabriella Riccardi, e col piccolo Eric, di meno di due anni. Quasi non basta la chiesa ad accogliere tutti, in molti stanno in piedi, ma tutti vogliono far sentire il proprio abbraccio. Tra loro anche i soci del Cai della sottosezione «Francesco Baitelli» di Gazzaniga, cui Cortinovis era iscritto e di cui aveva frequentato, insieme alla moglie, il corso di Alpinismo base, e i colleghi della Ovs Officine Valseriana, dove lavorava come tecnico.

Una cerimonia intima e privata, segnata da grande commozione da parte di tutti i presenti, che hanno atteso il feretro all’esterno della chiesa, riempiendo tutta la piazza antistante, e allo stesso modo l’hanno salutato al termine della liturgia, in un silenzio carico di significato.

La dinamica dell’incidente

La lesione all’arteria femorale si è rivelata fatale

Cortinovis sabato era in cordata con altri due alpinisti: intorno alle 7.30 una scarica di sassi si è staccata dalla parte alta del canale centrale dello Scais. Il 37enne, che chiudeva la cordata, è stato colpito a una gamba: la lesione all’arteria femorale si è rivelata fatale. Illesi ma sotto shock i compagni, recuperati dai soccorritori dopo aver assistito impotenti alla tragedia.

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