Bangal fa sognare il Mozambico in Coppa d’Africa: «Da Cene, il mio gol per la storia»

L’INTERVISTA. La rete dell’ex Atalanta, cresciuto in Valle Seriana, vale la prima vittoria di sempre nella massima competizione continentale: «Nazione in festa, ora ce la giochiamo agli ottavi con la Nigeria di Lookman».

Un gol che profuma di rivincita, a  poco più di due anni dall’infortunio al crociato che, nel novembre del 2023, lo aveva costretto a saltare la sua prima Coppa d’Africa, ad una manciata di settimane dall’inizio del torneo in Costa d’Avorio. «È stata una botta tremenda, anche perché stavo vivendo un gran bel momento di forma ed ero reduce dalla rete nell’amichevole con la Nigeria di Ademola Lookman. Ma dopo l’operazione ho lavorato duro per recuperare e ora sto scrivendo la storia». Al suo debutto in Coppa d’Africa, Faizal Bangal si sta riscattando con gli interessi ed è uno degli eroi del Mozambico, vera e propria sorpresa della massima competizione continentale che si sta disputando in queste settimane in Marocco. Con un colpo di testa l’ex attaccante delle giovanili dell’Atalanta, ora in forza al Mestre in Serie D, ha sbloccato il match contro il Gabon, contribuendo a regalare alla sua nazionale la prima vittoria di sempre (per 3-2) in Coppa d’Africa e un posto agli ottavi di finale come una della migliori terze classificate nei gironi (tre punti in tre partite).

Gli ottavi nel giorno del compleanno

Lunedì 5 gennaio il bomber cresciuto a Cene compie 31 anni e la sera, a Fez, se la vedrà con una delle favorite del torneo, la Nigeria dell’atalantino Lookman, con fischio d’inizio alle 20 e diretta tv su Sportitalia. «Siamo felicissimi e molto orgogliosi perché stiamo facendo la storia del Mozambico - racconta Bangal dal Marocco -. Il mio gol ha contribuito alla prima vittoria di sempre in Coppa d’Africa e anche tra 50 anni sarò ricordato nel tabellino dei marcatori di questa storica partita. Mai la nostra nazionale aveva centrato un successo nella competizione e tantomeno superato i gironi. Tutto il Mozambico è in festa e i miei familiari sono molto orgogliosi. Ora ci aspetta la Nigeria, ma la palla è rotonda e noi giocheremo questi ottavi senza nulla da perdere, consapevoli di quello che possiamo fare. Del resto prima della Coppa ci davano tutti per spacciati, perché eravamo capitati in un girone di ferro con la Costa d’Avorio campione in carica, il Camerun e il Gabon. Abbiamo fatto tre partite con squadre di livello top e ce le siamo giocate tutte, con una vittoria e due sconfitte di misura».

«Prima della Coppa ci davano tutti per spacciati, ma abbiamo fatto tre partite con squadre di livello top e ce le siamo giocate tutte».

Il legame con Bergamo

Classe 1995, nato a Chimoio a circa 200 chilometri dal confine con il Zimbabwe, Bangal è arrivato in Valle Seriana da bambino. «Bergamo per me è casa - racconta -. Mia mamma era già in Italia da sette anni,essendosi sposata con un bergamasco, e io l’ho raggiunta dopo la morte di mia nonna, con cui vivevo in Mozambico. Sono cresciuto a Cene, ho tutti gli amici in Bergamasca e ancora oggi ho una mia casa in Valle Seriana. Appena ho l’occasione torno spesso da Mestre. E spero in un futuro, quando smetterò di giocare, di vivere a Bergamo». Calcisticamente Bangal ha fatto tutta la trafila nel vivaio nerazzurro: «L’Atalanta è stata una scuola di vita, che mi ha insegnato moltissimo e fatto crescere dentro e soprattutto fuori dal campo. Sono stati dieci anni molto belli, in un vivaio al top, con tanti successi». Dal 2014, uscito dal settore giovanile, Bangal ha giocato e segnato soprattutto in Serie D, con le maglie anche di Caravaggio e Scanzorosciate: «Non sono del tutto soddisfatto del mio percorso - commenta -. Purtroppo nel calcio ci sono tanti fattori, come la fortuna, gli infortuni, i momenti giusti e magari anche l’allenatore che in quel determinato momento ti vede o no. In più essendo extracomunitario ci sono maggiori vincoli per il tesseramento in Serie B e C. I primi anni fuori dal vivaio non sono stati facili, bisogna adattarsi perché tra i grandi si gioca per vincere e salvarsi. Ma sono cresciuto tanto, soprattutto dal punto di vista mentale, ed ora mi sento al top».

«Non sono del tutto soddisfatto del mio percorso. Ma sono cresciuto tanto, soprattutto dal punto di vista mentale, ed ora mi sento al top».

Il presente è la Coppa d’Africa, prima di tornare in un Mestre che lotta per un posto nei playoff di Serie D: «Il calcio in Mozambico è in crescita, siamo una bella generazione che ha centrato due partecipazioni di fila alla Coppa d’Africa e siamo stati in corsa nelle qualificazioni per i prossimi Mondiali, come mai successo prima d’ora - spiega Bangal -. Per noi calciatori africani questa Coppa è il top ed è molto sentita. Il livello è importante. Ci sono tanti talenti. Contro la Costa d’Avorio mi ha dato la sua maglia l’atalantino Odilon Kossounou e ho parlato anche con gli ex nerazzurri Amad Diallo e Franck Kessié. Magari al termine degli ottavi con la Nigeria potrei chiedere la maglia a Lookman».

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