A Bergamo inaugurato il Centro diurno per persone con disabilità - Foto

LA FESTA. I lavori iniziati a ottobre 2024, riaprirà il 12 maggio. Sale intitolate a Carlo Zavaritt e a Carlo Passerini Tosi.

Bergamo

A Bergamo è stato inaugurato il Centro diurno per persone con disabilità, in via Pizzo della Presolana 7. Riaprirà il 12 maggio dopo circa un anno e mezzo di lavori, iniziati a ottobre 2024.

L’intervento

I lavori hanno reso il Centro più funzionale e sicuro: realizzati un nuovo ascensore e nuove scale esterne, installato l’impianto di rilevazioni fumi e allarme incendio, integrata l’illuminazione d’emergenza, eliminato l’impianto a gas della cucina per installare il forno elettrico e il piano cottura a induzione, oltre ad altri lavori per la messa in sicurezza delle aree più sensibili. Sono stati poi sostituiti gli arredi, che oggi rispondono alla normativa in materia di Criteri ambientali minimi e ai requisiti di prevenzione incendi.

L’intitolazione

È stata anche l’occasione per intitolare due sale del Centro ad altrettante personalità cittadine che si sono impegnate per le persone con disabilità: il neuropsichiatra Carlo Zavaritt e l’amministratore Carlo Passerini Tosi.

«Spazi più protetti e funzionali»

«Oggi - ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota - inauguriamo un edificio riqualificato restituito alla serenità e alla sicurezza delle persone che ogni giorno lo abitano. Gli interventi realizzati hanno avuto un obiettivo chiaro e concreto: mettere al centro la persona, garantendo ambienti più accessibili, protetti e funzionali, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza più aggiornate».

«Ringrazio famiglie, operatori, dirigenti e responsabili del Comune di Bergamo, operatori, comunità di Celadina e Campagnola, associazioni e soprattutto ragazzi e ragazze che frequentano il Centro - ha aggiunto Marcella Messina, assessore alle Politiche sociali - perché insieme concorrono e partecipano ad un progetto importante per tutti. Un Centro riqualificato è un impegno. Dice che una città si misura da come sta accanto a chi fa più fatica. Dice che la dignità non ha orari d’ufficio e che l’inclusione è il nome quotidiano della democrazia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA