Aeroporti, un mercato al 60% low cost. La ripartenza passa da Orio e dal Sud

LO STUDIO. Presentato a Palermo il Fact Book di Iccsai, il Centro studi dell’Università di Bergamo sui trasporti. L’Italia ha recuperato il gap di passeggeri rispetto al periodo prima del Covid, ma il sistema resta squilibrato.

È un’Italia a due velocità quella fotografata dal Fact Book Iccsai 2023 elaborato dall’Itsm (Iccsai trasnport and sustainable mobility) dell’Università di Bergamo. Un riferimento imprescindibile per capire (e anticipare) le tendenze del trasporto aereo, a maggior ragione dopo un periodo complicato come quello della pandemia.

Dal (ponderoso) studio presentato a Palermo a Palazzo Comitini emerge come nei primi 7 mesi del 2023 il mercato italiano abbia recuperato completamente il gap rispetto al 2019, l’ultimo anno prima del Covid. Un più 0,6% che fa da contraltare a un dato europeo dove nel 2022 si registrava ancora un meno 20% (contro un meno 14,7 dell’Italia), ha spiegato Renato Redondi, coordinatore del Fact Book. Un recupero che ha però due caratteristiche ben evidenti, la forte crescita nel 2023 «per gli aeroporti del Centro-Sud come Napoli, Palermo, Bari, Brindisi e Trapani (e nel mazzo ci sarebbe stato anche Catania se non avesse avuto vicissitudini in serie, ndr)», più uno del Nord: Orio al Serio.

Dati alla mano, nei primi 7 mesi di quest’anno a fronte di uno 0,6% nazionale rispetto allo stesso periodo del 2019 Orio è cresciuto del 16,8%. Tra i primi dieci scali del ranking solo Bari ha fatto meglio con il 19,7%. Al Nord Malpensa è sotto di oltre 5 punti e Venezia di 1,4: crescono invece Linate e Bologna, rispettivamente +6,1 e 5,4%.

A settembre 1,4 milioni di passeggeri a Orio

Una crescita confermata anche dai dati di settembre, dove a Orio sono transitati 1.420.584 passeggeri che portano il totale dei primi 9 mesi dell’anno a 12 milioni 135.590 contro i 10 milioni 493.185 del 2019. Numeri che supportano e giustificano gli importanti investimenti infrastrutturali in corso per il potenziamento dello scalo.

Strategia che lo stesso Governo ritiene prioritaria anche alla luce della vicenda Ita-Lufthansa: «C’è necessità di individuare politiche più stringenti sull’ambito delle infrastrutture, pensando a un potenziamento che garantisca un’attrattività» ha evidenziato il viceministro alla Infrastrutture Galeazzo Bignami, presente a Palermo insieme (tra gli altri) al presidente di Enac, Pierluigi Di Palma, a quello di Assaeroporti Carlo Borgomeo e ai vertici delle principali società di gestione aeroportuale, come il direttore generale di Sacbo Emilio Bellingardi e l’ad di Sea Armando Brunini.

Leggi anche

Cosa succede in Europa?

Ampliando l’orizzonte, sul piano europeo si registra la notevole capacità di recupero del mercato spagnolo che nel 2022 è sotto solo dell’11,6% rispetto al 2019. Male la Gran Bretagna che paga a caro prezzo l’effetto Brexit. Interessante il dato tedesco, dove si evidenzia una maggiore difficoltà di recupero che può essere letta in due modi: crisi economica generale o quello che il rapporto definisce «cambio di paradigma nella mobilità domestica»? Ovvero, spostamento di quote di traffico sul treno.

«Mobilità aerea domestica in calo anche in Francia con politiche di sostituzione tra aereo e treno ad alta velocità. Terreno favorevole per l’approvazione in Europa di limitazioni ai voli domestici?» butta lì Redondi. Nell’attesa di un quadro più definito la Germania ha già recuperato i livelli di connettività intercontinentale precedenti alla pandemia, anche se Francoforte è solo al 5° posto per traffico passeggeri dietro Londra Heathrow, Parigi Cdg, Amsterdam e Madrid. Ma primo, appunto, per connettività mondiale davanti a Parigi, Dubai, Heathrow e Istanbul.

Leggi anche

Gli irlandesi volanti e dominanti di Ryanair

E veniamo al mercato italiano dove «Ryanair si conferma il vettore nazionale per il domestico e il medio-corto raggio» . Nel primo caso nel 2022 aveva il 44,1% del mercato, nei primi 7 mesi di quest’anno il 45,2: nel secondo rispettivamente il 39,5 e 38,7%. Nel complesso però il comparto low cost perde una piccola quota: nel domestico passa dal 65,2 al 59,3% e nel mercato Italia-Europa dal 64,6 al 60,1%. Una variazione frutto della stabilizzazione di Ita.

In generale in Europa Ryanair si conferma la prima compagnia con oltre 160 milioni di passeggeri trasportati nel 2022 contro i 101,7 di Lufthansa. Il low cost rappresenta il 38,4% della media del mercato domestico dei vari Paesi e il 47,9 di quello europeo. Ma attenzione, l’Italia è ampiamente sopra questi livelli: 59,3 nel primo caso e 60,1 nel secondo. Solo la Gran Bretagna ha dati più elevati.

Leggi anche
Leggi anche

© RIPRODUZIONE RISERVATA