Affitti brevi, ricorso contro il Comune di Bergamo
IL REGOLAMENTO. Appe Confedilizia e Fiap si sono rivolti al Tar per chiedere l’annullamento della delibera di Palazzo Frizzoni: «Eccesso di potere e materia di competenza della Regione». L’assessore Lenzini: provvedimento legittimo.
Il vertice dello scorso 12 febbraio a Palazzo Frizzoni tra l’amministrazione comunale e le associazioni Appe-Confedilizia Bergamo e Fiaip Bergamo (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) per chiarire alcuni punti del nuovo regolamento sugli affitti brevi non è stato risolutivo. La palla è ora passata ai legali, con la decisione delle associazioni di categoria di impugnare lo strumento normativo davanti al Tribunale amministrativo regionale di Brescia, «per l’annullamento, previa sospensione cautelare, della delibera consiliare n.67 del 27/11/2025 di approvazione del Regolamento comunale sui requisiti qualitativi per le strutture ricettive non alberghiere denominate “case e appartamenti per vacanze”, “foresterie lombarde” e alloggi in “locazione ad uso abitativo per finalità turistiche”». Il Comune nell’ultima seduta di Giunta ha dato il via libera all’autorizzazione a costituirsi nella causa, designando l’avvocatura comunale che porterà le ragioni di Palafrizzoni davanti al tribunale.
Appe e Fiaip chiedono di annullare il regolamento messo a punto dalla Giunta che impone nuovi obblighi per i gestori delle strutture ricettive, dal reperimento di posti auto a precise regole sull’accessibilità, cercando di incidere sui numeri del settore extra-alberghiero (b&b esclusi), più che raddoppiati tra il 2022 e il 2025 (passati da 723 a 1.634 unità).
L’udienza il 18 marzo
L’udienza in cui si discuterà la sospensiva (la richiesta cioè di «mettere in stand by» il provvedimento in attesa della sentenza di merito) è in programma il 18 marzo. Tra le ragioni a sostegno del ricorso, si legge nella delibera che ha ricevuto il placet della Giunta, «la controparte sostiene incompetenza dell’ente comunale a regolamentare la materia, riservata alla Regione», la «violazione della Legge n.431/1998 contenente la disciplina delle locazioni», «eccesso di potere per irragionevolezza strutturale della disciplina regolamentare, sproporzione e disparità di trattamento», infine, «violazione dei principi e delle regole dell’Unione europea». Tra le richieste avanzate dalle due associazioni, si diceva, «istanza di sospensione cautelare del provvedimento impugnato e risarcimento del danno (che sarà quantificato in corso di causa)».
Contattate, le associazioni si limitano a definire il ricorso al Tar «una logica conseguenza di quanto già dichiarato». Dopo il confronto dello scorso 12 febbraio, richiesto dalla stessa amministrazione comunale, Appe-Confedilizia Bergamo e Fiaip non erano andati per il sottile nel denunciare il modus operandi del Comune. «Ci è stato chiesto di indicare a posteriori quali sarebbero le criticità dopo che le decisioni erano già state prese. Questo non è confronto, è una formalità priva di sostanza» fu uno dei rilievi. E ancora, le associazioni parlavano di «atto punitivo verso i proprietari, un atto ideologico che penalizza il turismo e l’economia bergamasca». Nel replicare alle accuse, la Giunta ricordava le ragioni poste alla base del regolamento, «cercare di contemperare la libertà di iniziativa economica, con l’obiettivo di migliorare l’offerta turistica».
Ancora martedì, l’assessore alle Politiche della Casa e agli Affari Legali Claudia Lenzini ha sottolineato come «il regolamento è stato costruito partendo dall’analisi dei dati e di un’istruttoria che è il completamento di un percorso. Sosterremo il regolamento da tutti i punti di vista, della legittimità e della possibilità di come il Comune possa regolamentare la materia. La prima udienza dove si discuterà la sospensiva sarà convocata il 18 marzo, poi si passerà alla fase di merito».
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