Aggressione in Città Alta: sfonda il parabrezza a colpi di manubrio. Mamma e figlia barricate nell’auto

L’AGGRESSIONE. Madre e figlia assediate in auto da una 24enne in via della Boccola: 15 minuti di terrore prima dell’arrivo della polizia. Denunciata per danneggiamento e minaccia aggravata.

«Abbiamo vissuto momenti di terrore, ci siamo chiuse nella nostra auto mentre la ragazza, salita in ginocchio sul cofano, continuava a colpire il parabrezza con un manubrio da palestra fino a sfondarlo». Una mattina da incubo quella vissuta sabato 28 febbraio da una donna residente in Città Alta che, alle 7.30, stava accompagnando la figlia diciottenne a scuola. «Eravamo in via della Boccola – racconta – quando, arrivate allo slargo con via del Vagine, ci siamo trovate la strada bloccata da una Panda bianca. Sembrava non ci fosse nessuno all’interno, così mi sono affiancata e ho visto che c’era una ragazza sdraiata. Ho abbassato il finestrino, le ho detto che si faceva fatica a passare e lei è andata su tutte le furie, è scesa e si è avvicinata chiedendo con fare minaccioso se avevamo dei problemi».

«Ho alzato subito il finestrino e ho indietreggiato - racconta la donna -, nel frattempo lei è tornata alla sua auto e ha preso dei manubri da palestra, da 5 e 8 chili, e impugnandoli come martelli ha cominciato a sbatterli sul cofano della mia Renegade. Dallo spavento ho urtato un’auto parcheggiata, ho spento l’auto, bloccato tutte le portiere e ho chiamato il 112. Io e mia figlia ci siamo rifugiate sui sedili posteriori mentre la ragazza, vestita con una tuta da ginnastica, è salita in ginocchio sul cofano e ha cominciato a sbattere i manubri contro il parabrezza finché non l’ha sfondato, tagliandosi anche una mano». La ragazza urlava frasi sconnesse mentre madre e figlia, sempre più spaventate, aspettavano l’arrivo di una pattuglia delle Volanti.

«È scesa dal cofano, è tornata verso la Panda, ha indossato dei guanti di gomma e ha preso uno spazzolino elettrico senza la testina, con la parte in metallo appuntita, impugnandolo come un pugnale. Si è avvicinata al lato posteriore sinistro della mia auto, urlando di una vicenda finita male e che sarebbe finita in carcere. Le abbiamo chiesto di cosa avesse bisogno e lei ci ha detto di darle un coltello che non ci avrebbe fatto del male. Ha armeggiato intorno alla serratura con lo spazzolino elettrico cercando di aprire la portiera, poi vedendo che non riusciva si è messa a parlare da sola: «”Non ce la faccio più” continuava a ripetere».

Nel frattempo è arrivato un ragazzo in auto, gli abbiamo chiesto aiuto e lui è andato dalla ragazza che per tutta risposta gli ha sferrato un calcio e lo ha inseguito con i manubri da palestra. «Dopo poco – prosegue la mamma – lo abbiamo sentito urlare “Aiuto” e lo abbiamo visto risalire in auto e andare via. La ragazza è salita sulla sua auto ed è rimasta lì fino a quando sono arrivati gli agenti che l’hanno portata sulla loro auto. Noi, dopo essere rimaste 15 minuti in balia di questa ragazza, siamo andate in questura a fare denuncia e la mia auto, per fortuna assicurata contro gli atti vandalici, è stata rimossa con il carroattrezzi. Quello che ci è successo è un fatto molto grave, ci siamo spaventate a morte ed è l’ennesimo episodio di violenza che succede in città. Poteva andare molto peggio, meno male che in auto non c’era l’altra figlia piccola». La ragazza, una 24enne già nota, è stata denunciata per danneggiamento e minaccia aggravata.

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