Appello dell’oncologia bergamasca: «Una rete territoriale per cure di prossimità»

Sanità Alla conferenza del Dipo l’appello dei principali attori alle istituzioni. «Alleanza pubblico-privato, terapie a domicilio e nelle Case di comunità»

Appello dell’oncologia bergamasca: «Una rete territoriale per cure di prossimità»
L’assistenza ai pazienti oncologici, secondo gli esperti, dovrebbe coinvolgere tutto il sistema: dagli ospedali al territorio

Il territorio. La nuova narrazione della sanità ne ribadisce quotidianamente l’importanza. Nuove idee e nuovi progetti s’affacciano anche per l’oncologia, ramo specialistico tradizionalmente identificato nell’ospedale, e che invece potrebbe essere declinato attraverso nuovi metodi. Di prossimità, più vicini al cittadino. È quello su cui stanno lavorando le Asst e alcune strutture private, facendo i conti tra la buona volontà e la concretezza delle risorse che occorre trovare (o ricevere). Anche di questo s’è parlato venerdì 10 giugno alla conferenza annuale del Dipo, il Dipartimento interaziendale oncologico provinciale di Bergamo, la rete che mette a sistema tutti gli attori impegnati sul tema. Perché come rilevato anche da Carlo Tondini, direttore dell’Oncologia del «Papa Giovanni» e coordinatore del Dipo, «con la nuova riforma sanitaria l’interazione fra le strutture ospedaliere e il territorio dovrebbe diventare molto più funzionale».

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