(Foto di bedolis)
IL CANTIERE. La fine dei lavori slitta da maggio a dicembre, Valesini: «Per fare spazio al progetto sociale della Fondazione Zaninoni».
I ritardi ci sono, con la data di fine lavori slittata dal prossimo maggio a fine dicembre, ma sono giustificati. Questo – in sintesi - il punto sul restauro e rifunzionalizzazione dell’ex Principe di Napoli, fatto dall’assessore alla Rigenerazione urbana e Patrimonio Francesco Valesini rispondendo all’opposizione che lo scorso dicembre, con un’interrogazione a firma Antonio Deleuse Bonomi (Lista Pezzotta) chiedeva un aggiornamento sul cantiere, avviato nel maggio 2024, sul palazzo storico di proprietà comunale.
Il «recap» è stato protocollato lunedì 19 gennaio a firma dell’assessore Valesini, che si sofferma su un fatto non previsto e cioè, la disponibilità della Fondazione Zaninoni, tra fine 2024 e inizio 2025, di partecipare alla rinascita dell’ex Principe di Napoli, con una proposta dai contenuti dal carattere sociale da integrare al progetto gestionale promosso dalla Rinascimento Holding srl, che gestirà gli spazi del palazzo storico, in tutto 1.600 metri quadri dedicati all’arte (ci sarà anche un’installazione di Andrea Mastrovito), teatro, lettura, alle associazioni del quartiere, con un bar-ristorante. Qui si è innestata la proposta della Fondazione Zaninoni (insieme al recupero della casa del custode in Palazzo della Libertà), sottoscritta con un accordo quadro lo scorso settembre e ricordata dall’assessore: «Le finalità progettuali trovano piena aderenza e potenziale sinergia con il progetto di riqualificazione, per la realizzazione di “case per donne vittime di violenza” e per “dare casa” a associazioni - il Movimento federalista europeo di Bergamo e il Centro culturale nuovo progetto -. A sostegno di tutto ciò la Fondazione ha messo a disposizione 700mila euro per i necessari interventi edilizi di adeguamento dell’edificio comunale».
L’assessore Valesini chiarisce che «i ritardi richiamati nell’interrogazione altro non sono che da considerarsi quale un fisiologico e più che giustificato slittamento dei tempi definiti, motivati dalla decisione di accogliere, in corso d’opera, una proposta unica nel suo genere e di grande rilevanza pubblica che consentirà di migliorare ulteriormente la qualità del progetto che l’Amministrazione sta attuando a valorizzazione di un suo immobile. Una proposta che ha richiesto, d’intesa con il gestore già individuato con gara pubblica, una revisione del progetto per i necessari adeguamenti degli spazi, con conseguente richieste della Soprintendenza a seguito dei vincoli che insistono sull’edificio, senza in ogni caso alcuna interruzione delle attività di cantiere che sono proseguite per le lavorazioni che non contrastavano con la medesima proposta in corso di definizione».
Da qui l’aggiornamento, «con l’iniziale termine dei lavori previsto per maggio slittato a fine dicembre 2026 – detta le tappe Valesini –. Nei mesi successivi verranno poi completati gli allestimenti e l’arredamento dei locali da parte della Rinascimento Holding e delle associazioni individuate dalla Fondazione con termine e relativa inaugurazione nella primavera del 2027». L’assessore risponde anche ai disagi arrecati dall’occupazione di un tratto di via Pignolo. Si tratta, spiega Valesini, di «un cantiere inserito in un tessuto urbano storico di origine medioevale che rende complessa la gestione». Liberare la porzione di strada interessata dal cantiere (come fatto in estate nei fine settimana) non è al momento possibile, «a seguito dell’installazione di attrezzature di cantiere permanenti necessarie alle lavorazioni previste internamente».
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