(Foto di Colleoni)
IL CASO. L’uomo era rimasto lì fino alle 4 di domenica mattina. Verranno anche valutatele condizioni psicologiche.
Lettura 1 min.Sabato 12 settembre, vero le 19, si è introdotto in una villetta di via Paleocapa dove si stanno eseguendo dei lavori, a fianco dell’ex asilo «Alice». Arrivati i poliziotti, chiamati da un vicino, è salito sul tetto da cui ha lanciato le tegole, per evitare che le forze dell’ordine lo raggiungessero. Fino alle 4 di domenica 13, circa 50 tra poliziotti, vigili del fuoco, polizia locale, personale del 118, sono stati impegnati sul posto.
Alla fine però, il nigeriano nato nel 1993, regolare in Italia da circa dieci anni, è finito in manette con le accuse di resistenza e lesioni (ha ferito due agenti, che hanno riportato uno e cinque giorni di prognosi). Lunedì 14 settembre, in tribunale, ha deciso di parlare di quanto accaduto sabato 12, quando è entrato con la sua valigia nella struttura dopo aver divelto la rete che protegge il cantiere.
In passato, qualche volta l’ex proprietario gli aveva concesso di passare lì la notte. E aveva continuato a supportarlo, incontrandolo ogni tanto per un caffè. Sabato 12 settembre si sarebbero scambiati dei messaggi per vedersi nei giorni successivi, ma senza parlare della possibilità di utilizzare la villa, che era stata venduta. Lo stesso ex proprietario, sabato notte, è arrivato in via Paleocapa per cercare di far ragionare il nigeriano, senza successo. Lo straniero, assistito dall’avvocato Alberto Marotta, ha dichiarato di essere entrato nella struttura perché voleva passare lì la notte. Secondo la sua versione (priva di riscontro), aveva il permesso dell’ex proprietario. Inoltre, ha affermato di essere scappato sul tetto dopo aver visto i poliziotti, e di aver lanciato le tegole per paura: «Ero spaventato, non capivo perché fossero lì a controllarmi, ero in casa e non stavo facendo nulla».
Ritenuto che sussiste il pericolo di reiterazione del reato, nel convalidare l’arresto è stata disposta la misura cautelare in carcere, dove si dovranno valutare le sue condizioni psicologiche. Il processo è stato aggiornato all’udienza dell’8 ottobre.
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