(Foto di Colleoni)
IL CASO. Si è concluso con l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale l’intervento della Polizia di Stato avvenuto nella serata di sabato 12 settembre in via Paleocapa, dove un uomo, dopo aver aggredito e minacciato gli operatori, si è barricato sul tetto di un’abitazione disabitata. L’uomo ha minacciato di gettarsi. Dopo ore di mediazione è sceso alle 3.40.
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Bergamo
Una notte di tensione e una lunga operazione delle forze dell’ordine quella che si è verificata in centro a Bergamo tra sabato e domenica 13 settembre dove un uomo è salito sul tetto di un palazzo di via Paleocapa minacciando di gettarsi nel vuoto. Si tratta di un 25enne di origini nigeriane: è sceso dal tetto dove si era trincerato alle 3.40 del mattino di domenica 13 settembre e ancora sono poche le informazioni relative all’intervento di salvataggio effettuato dalla polizia in collaborazione con i vigili del fuoco e la polizia locale. Sul posto presenti numerosi mezzi di soccorso.
«Considerata la situazione e l’elevato livello di pericolosità, è stata immediatamente attivata la Squadra di Negoziazione della Polizia di Stato, con il supporto delle Unità di pronto intervento operativo e delle Volanti - spiegano dalla Questura -. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, con i quali è stato assicurato il costante coordinamento delle operazioni.Per diverse ore il negoziatore ha cercato di instaurare un dialogo con l’uomo e convincerlo a desistere». Il giovane però non ha mai manifestato alcuna intenzione di arrendersi, «mantenendo un comportamento aggressivo e continuando a lanciare dal tetto oggetti e altri materiali in direzione degli operatori, aumentando ulteriormente il rischio per il personale impegnato nell’intervento e per l’area circostante».
Il giovane – intorno alle 20 di sabato 12 settembre - sarebbe stato visto da alcuni residenti delle case vicine mentre cercava di forzare una delle porte sul retro dell’ex asilo. «Aveva una valigia con sé», hanno raccontato alcuni testimoni, che hanno subito allertato le forze dell’ordine.
Bisogna ancora capire cosa lo abbia spinto a trincerarsi per ore sul tetto della villa dismessa dove era stato ospitato per una manciata di mesi tre anni fa, minacciando di buttarsi e di ferire chiunque cercasse di farlo scendere.
Sta di fatto che, dopo aver ferito un agente alle braccia, forse lanciando dei pezzi di vetro della finestra che aveva infranto poco prima, per non farsi bloccare è salito sulla copertura dell’edificio storico che, fino al 2011, aveva ospitato l’asilo «Alice». E da lì non c’è stato verso di farlo scendere. Fino a poco prima delle 4 del mattino di domenica 13 settembre.
Per gestire l’operazione così complessa, via Paleocapa è rimasta chiusa al traffico dalle 20 per permettere l’intervento in sicurezza degli uomini della Questura, dei Vigili del fuoco e dei soccorritori del 118.
In via Paleocapa si è precipitata la Polizia di Stato, ma dopo un breve dialogo il giovane avrebbe cominciato a lanciare contro gli agenti pezzi di vetro e ogni oggetto che trovava. Per cercare di bloccarlo, sarebbero stati usati lo spray al peperoncino e il taser, ma il giovane è riuscito a divincolarsi e a fuggire prima sul solaio e poi sul tetto dell’edificio, venduto a marzo e destinato a diventare una struttura ricettiva dopo la riqualificazione. Tra momenti di tensione e tentativi di mediazione, non c’è stato modo di convincere l’uomo a scendere. Fino alle 3.40.
Sembra che il giovane volesse parlare solo con il precedente proprietario, lo stesso che tre anni fa, invece di denunciarlo per violazione di domicilio quando si era introdotto nella villa dopo aver perso il lavoro e in cerca di un riparo, lo aveva ospitato per circa tre mesi. «Non aveva mai creato problemi. Poi per un periodo era tornato in Nigeria e sapevamo che aveva trovato un lavoro a Milano. Eravamo rimasti in contatto e avremmo dovuto incontrarlo domani (oggi per chi legge, ndr) –, hanno fatto sapere gli ex proprietari, cui il giovane era tornato a rivolgersi forse perché nuovamente in difficoltà –. Ma non era più tornato qui». Fino a sabato sera. La mediazione è andata avanti per ore, nel frattempo in città la Polizia locale è stata impegnata a gestire e deviare il traffico, complici anche l’uscita dallo stadio dopo la partita dell’Atalanta e l’Adunata sezionale degli Alpini.
Convinto di poter uscire indisturbato e darsi alla fuga, l’uomo ha lasciato il tetto e, proprio in quel momento, è stato bloccato e arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile. E’ stato trasferito in carcere a Bergamo
In tarda notte è stata elaborata una strategia operativa: gli operatori hanno simulato l’allontanamento delle forze di polizia, facendo credere all’uomo che l’area fosse ormai libera. La strategia ha funzionato: convinto di poter uscire indisturbato e darsi alla fuga, l’uomo ha lasciato il tetto e, proprio in quel momento, è stato bloccato alle 3.40 e arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile. E’ stato trasferito in carcere a Bergamo.
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