Bergamo, «zone rosse» prorogate fino al 15 marzo: «Sussistono dinamiche di illegalità»

SICUREZZA. L’ordinanza del prefetto Luca Rotondi ha prolungato di un altro mese la misura in alcune vie della città, con il divieto di stazionamento per «soggetti aggressivi, minacciosi o molesti».

Nonostante gli «apprezzabili e significativi effetti derivanti dal rafforzamento dei servizi di controllo del territorio e dei provvedimenti adottati» si registrano ancora situazioni «connotate da imprevedibilità» e «fenomeni di recrudescenza delle criticità sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza». Sussistono inoltre « dinamiche di illegalità e fenomeni di marginalità » nonché «aggregazioni giovanili talvolta connotate da comportamenti aggressivi».

Fino al 15 marzo

Per questo motivo, illustrato nelle riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 21 gennaio e del 12 febbraio, il prefetto Luca Rotondi ha prorogato fino al 15 marzo le «zone rosse», le aree della città a vigilanza rafforzata.

Una misura che ha ormai compiuto un anno: era stata attivata, come in diverse altre città, nel febbraio 2025 e poi più volte riproposta. L’ultima volta a novembre, con una proroga di tre mesi, scaduta domenica scorsa.

E ora con l’ordinanza prefettizia arriva una nuova proroga del provvedimento sui controlli potenziati. Questa volta, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, per un solo mese, in attesa della pubblicazione del nuovo Decreto sicurezza.

Le strade interessate

I punti «sensibili» rimangono sostanzialmente gli stessi: via Bonomelli, via Paglia, nel tratto compreso tra via Paleocapa e via Novelli, piazzetta don Andrea Spada, via Mozart, via Leoncavallo, via Zanic a fino all’intersezione con il passaggio di via Leoncavallo. L’unica new entry è viale Papa Giovanni XXIII, dall’incrocio con via Paleocapa al civico 57 dello stesso viale.

Le misure previste

In tutte queste zone c’è «il divieto di stazionare ai soggetti che assumono comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree», pena l’allontanamento da parte delle forze dell’ordine. L’ordinanza del prefetto fa riferimento anche a chi risulta già noto alle forze dell’ordine per reati come spaccio, furti, rapine, lesioni, porto abusivo di armi, danneggiamenti e simili.

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