Carcere di Bergamo, all’alba perquisizioni dei carabinieri

L’OPERAZIONE. Intervenuto il Nucleo investigativo per verificare l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari.

Bergamo

Operazione dei carabinieri nel carcere di Bergamo, alle prime luci dell’alba di martedì 12 maggio. Una serie di perquisizioni da parte del Nucleo investigativo dell’Arma per verificare l’eventuale presenza nelle calle di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari.

L’indagine parte da lontano. Il 17 aprile 2024 tre uomini erano stati arrestati in flagranza in prossimità del carcere, mentre con un drone cercavano di introdurre sostanze stupefacenti e diversi cellulari, compresi di sim e accessori. L’episodio ha portato a ricostruire ulteriori responsabilità a carico di 13 soggetti, in relazione allo stesso episodio e ad altre vicende simili.

Le perquisizioni in carcere

Quindi, all’alba di martedì 12 maggio, i carabinieri del Nucleo investigativo - dai comandi di Bergamo, Monza Brianza e Lecco - con il supporto dell’unità cinofila e del Nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria di Milano, hanno dato esecuzione a numerosi decreti di perquisizione personale e locale nei confronti di diversi indagati per reati di detenzione e cessione di stupefacenti nel carcere di Bergamo, oltre che per introduzione illecita di telefoni cellulari e dispositivi di comunicazione.

Le indagini hanno permesso di accertare come la droga venisse introdotta mediante pacchi destinati ai detenuti, capi di abbigliamento, generi alimentari e colloqui visivi, per poi essere distribuita all’interno. È stata accertata l’introduzione di almeno 168 grammi di hashish e un quantitativo non stimabile di cocaina.

Il sistema di comunicazione

Accertata anche l’esistenza di un sistema illecito di comunicazione tra detenuti e soggetti esterni, mediante telefoni clandestini e micro-dispositivi nascosti nelle celle: le attività tecniche hanno consentito di documentare l’utilizzo degli apparecchi per organizzare le consegne dello stupefacente, impartire direttive operative e gestire i flussi finanziari derivanti dall’attività. Almeno 33, secondo chi indaga, i cellulari utilizzati nel carcere nel periodo d’indagine. Le indagini hanno ricostruito anche movimentazioni economiche, bonifici e ricariche di carte prepagate ritenute profitto dell’attività di spaccio, per un importo complessivo di oltre 17mila euro.

Appunti e contabilità

Durante le perquisizioni del 12 maggio è stato sequestrato un telefono a un detenuto, che ha cercato di disfarsene subito prima delle operazioni, oltre a modiche quantità di cocaina e hashish. Rinvenuti anche appunti relativi a numeri telefonici e a contabilità dei proventi dell’attività di spaccio o della cessione di cellulari, ma anche un coltello che un detenuto aveva ricavato seghettando una delle piccole bombole di gas che vengono fornite per cucinare.

Perquisizioni anche nei confronti di familiari e conoscenti dei detenuti, che si occupavano materialmente di introdurre in carcere gli stupefacenti. Nel corso dell’operazione, alla compagna di un detenuto è stato rinvenuto e sequestrato un micro-telefono che la donna avrebbe dovuto recapitare nei prossimi giorni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA