Codice della strada, alcolock obbligatorio. Ma a Bergamo niente officine autorizzate

SICUREZZA. Dal 24 febbraio in vigore nuove norme e multe per i «condannati» senza dispositivo. Dei 52 installatori italiani, quasi tutti nel Milanese. Costi fino a duemila euro a carico dell’utente.

«Fatta la legge, trovato l’inganno» dice un vecchio detto popolare. In questo caso sarebbe però meglio rimodularlo in: «Fatta la legge, trovate l’officina». La legge è il nuovo Codice della strada, entrato in vigore ormai oltre un anno fa, il 14 dicembre del 2024, con tutta una serie di novità, tra cui l’obbligo di installare sulla vettura dell’automobilista trovato positivo all’alcoltest e per questo condannato in tribunale un dispositivo chiamato «alcolock»: un aggeggio che non è altro che un etilometro integrato con il motore della propria auto, che si mette in moto solo se il conducente – obbligato a fare il test – risulta avere un tasso alcolico pari a zero.

Solo in officine autorizzate

E qui arriva l’officina, perché l’alcolock può essere installato soltanto da officine autorizzate. E nella Bergamasca non ce n’è, per il momento, neppure una. In tutta Italia gli installatori autorizzati sono per ora 52, di cui 49 per il dispositivo «Breatech Alcolock B1000»: di questi, la stragrande maggioranza si trovano in Lombardia, ma quasi tutti a Milano e provincia, tre tra Monza, Desio e Cesano Maderno, due nel Lodigiano (a Pieve Fissiraga e Somaglia) e uno a Vigevano, nel Pavese. Solo quattro gli installatori previsti nel resto d’Italia: uno a Roma, uno a Venezia, uno a Perugia e uno a Bari. Addirittura soltanto tre gli installatori autorizzati per il secondo tipo di dispositivo, lo «Zaldy Alcolock»: uno a Torino, uno a Pisa e uno a Varese.

Costi a carico dell’utente

Si tratta chiaramente di «elenchi in aggiornamento», ma attualmente piuttosto limitati benché l’obbligo del dispositivo sia realtà da più di 48 ore. Sul sito istituzionale «il portale dell’automobilista» del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sono presenti anche gli elenchi delle vetture sui quali i dispositivi si possono installare. E qui lo spettro è ben più ampio. Anche in questo caso, però, c’è un aspetto non di poco conto: a pagare l’acquisto, l’installazione e la manutenzione dell’alcolock (che prevede anche l’impiego di boccagli monouso) deve essere l’utente e i costi sono stimati tra i 1.500 euro e i duemila euro.

In caso di condanna

Il fatto è che dal 24 febbraio il dispositivo è in pratica già obbligatorio per tutti gli automobilisti che sono stati condannati per guida in stato di ebbrezza: non è dunque sufficiente essere fermati dalle forze dell’ordine ed essere trovati positivi all’alcoltest, serve un iter giudiziario che porti a una condanna. Condanna che prevede la segnalazione sulla propria patente dei «codici unionali» 68, che prevede l’obbligo di guidare con tasso pari a zero, e 69, che è invece, appunto, l’obbligo dell’alcolock.

Quanto al tasso alcolico, mentre tra 0,5 e 0,8 grammi per litro è considerata una infrazione amministrativa e non è previsto l’alcolock, il dispositivo è invece previsto per la durata di due anni con un tasso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro e per tre anni quando il tasso è superiore a 1,5 grammi per litro. Con tanto di sanzioni qualora il dispositivo non sia stato applicato (così come nel caso di manomissione e in tal caso la norma prevede anche l’eventualità di far soffiare ad altri): sono previste multe da un minimo di 158 euro a un massimo di 638 euro. Ma, come detto, per ora sono pochissime in Italia le officine che hanno avuto l’autorizzazione all’installazione da parte del ministero.

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