Blitz della Polizia contro le violenze giovanili: 350 identificati e 12 misure a Bergamo. Sabato nuovo presidio studentesco - Video
IL BLITZ. Perquisizione per un messaggio su WhatsApp e 15enne denunciato per un bastone estensibile. A Bergamo massima allerta per il presidio studentesco del 24 ottobre in piazza Libertà.
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Maxioperazione della Polizia di Stato a Bergamo nella mattinata di venerdì 23 ottobre per contrastare le violenze giovanili, anche alla luce dei disordini del 17 ottobre. Gli agenti della Squadra Mobile, della Digos e della Divisione Anticrimine, con il supporto di reparti specializzati, hanno identificato circa 350 giovani, soprattutto minorenni, tra la stazione autolinee e le zone vicine agli istituti scolastici. Notificate 12 misure di prevenzione personali, nei confronti di dieci minorenni e due maggiorenni coinvolti nelle recenti manifestazioni.
Messaggi istigatori su WhatsApp
Eseguita anche una perquisizione nei confronti di una persona che avrebbe diffuso un messaggio ritenuto istigatorio in una chat WhatsApp dedicata a una manifestazione studentesca prevista il 24 ottobre a Dalmine. Tre le sanzioni per manifestazioni senza preavviso. Avviate inoltre verifiche sui titoli di soggiorno di alcuni soggetti. Infine, un quindicenne bergamasco è stato denunciato dopo il sequestro di un bastone estensibile trovato nella sua abitazione, a seguito della segnalazione di uno studente al 112.
Perquisizioni in tutta Italia
La Polizia ha eseguito in tutta Italia una serie di perquisizioni domiciliari e personali a carico di circa 100 persone, di cui 51 minorenni, identificati nei gravi disordini. Le perquisizioni sono state eseguite dagli agenti delle Digos non solo a Bergamo ma anche ad Arezzo, Bari, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese, Verona.
Sabato un nuovo presidio studentesco
Intanto, sempre in città, sono ore concitate tra le forze dell’ordine in vista dell’annunciato presidio previsto per le 15 di sabato 24 ottobre in piazza Libertà e organizzato dall’Unione degli studenti di Bergamo: il timore è che la situazione possa degenerare com’era accaduto lo scorso sabato in città e sull’onda di quanto avvenuto, sempre sabato scorso, a Milano. Il livello di allerta è già massimo fin d’ora, con la polizia che sta svolgendo ininterrottamente accertamenti da sabato scorso: due giovani erano stati arrestati subito dopo i tafferugli, mentre altri dieci minorenni erano stati denunciati a piede libero, cinque subito e cinque nelle ore successive.
Sotto analisi anche le chat dei ragazzi
Sotto analisi ci sono in particolare le chat frequentate dai ragazzi: proprio tramite gli smartphone e il passaparola i ragazzi si sono organizzati per scendere in piazza sabato scorso (e poi in numero più ridotto anche lunedì pomeriggio) e lo stesso stanno facendo per sabato. L’obiettivo di queste ore è intercettare a priori l’eventuale presenza di giovani non studenti delle scuole e che possano inserirsi nel presidio e fomentare la violenza, coinvolgendo poi anche gli stessi studenti.
«La mobilitazione – spiegano gli organizzatori del presidio – arriva dopo lo sciopero del 17 ottobre e punta a mantenere alta l’attenzione sulle criticità del sistema scolastico. Nel mirino le scelte politiche in materia di istruzione, i tagli alla spesa pubblica».
I motivi della protesta pacifica
Tra le richieste, anche un’edilizia scolastica più sicura, trasporti economicamente accessibili e interventi a tutela del benessere psicologico degli studenti. L’ organizzazione critica inoltre «il modello scolastico legato al profitto e alla meritocrazia, richiamando le politiche della ministra dell’Istruzione Giuseppe Valditara». Gli studenti denunciano anche episodi di violenza subiti durante le manifestazioni del 17 ottobre e chiedono che le proteste vengano ascoltate. Il presidio di domani, assicurano gli organizzatori, sarà pacifico e aperto a tutti. «La scuola non è una caserma», è il messaggio alla base dell’iniziativa: l’istruzione, sostengono, deve essere garantita come diritto.
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