E-Brt e viabilità a Bergamo, gli operatori extraurbani contro le modifiche: «Così è penalizzato il trasporto pubblico»

Autoservizi Locatelli e Trasporti Bergamo Sud-Ovest (Tbso) contestano i cambiamenti annunciati dal 24 agosto nel quadrilatero tra via San Giorgio, via Baschenis, via Autostrada e via Simoncini. Tra le richieste, l’apertura delle corsie preferenziali a tutto il Tpl e un tavolo tecnico permanente con Comune, Agenzia Tpl e Atb.

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Bergamo

Le modifiche alla viabilità annunciate a partire dal 24 agosto nell’area compresa tra via San Giorgio, via Baschenis, via Autostrada e via Simoncini incontrano la netta contrarietà degli operatori del trasporto pubblico extraurbano. A prendere posizione sono Autoservizi Locatelli Srl e Tbso Spa, con una lettera firmata dai rispettivi amministratori unici Vera Locatelli e Massimo Locatelli e indirizzata al Comune di Bergamo e all’Agenzia del Trasporto Pubblico. Le due società sostengono di avere appreso delle nuove misure dalla stampa del 12 agosto e contestano in particolare la mancata consultazione preventiva con gli operatori che transitano quotidianamente nella zona.

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Secondo le aziende, le modifiche non riguarderebbero soltanto la nuova linea e-Brt, ma avrebbero conseguenze sull’intero sistema del trasporto pubblico locale e sui collegamenti extraurbani provenienti in particolare dall’Isola bergamasca e dal Lecchese, con ricadute anche sul trasporto degli studenti.

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«Da via Baschenis transitano circa 100 autobus»

Uno dei nodi principali riguarda l’ipotesi di vietare il transito da via Baschenis verso via Simoncini e la stazione. Secondo quanto riportato nella lettera, su quel percorso transiterebbero nelle due direzioni circa 100 autobus. Per gli operatori, una modifica di questo tipo dovrebbe essere accompagnata dall’individuazione di un percorso alternativo e da una verifica delle fermate maggiormente utilizzate dagli utenti per la salita e la discesa. «Vietare il transito da via Baschenis in direzione via Simoncini - Stazione, significa negare il passaggio di circa 100 autobus che transitano nelle 2 direzioni, senza preoccuparsi di fornire una strada alternativa e senza verificare i gestori del trasporto dove gli utenti si recano e le fermate di scarico e carico maggiormente utilizzate» scrivono.

Critiche anche all’apertura di una nuova corsia in via San Giorgio, che secondo le aziende non risolverebbe il problema principale. La criticità, sostengono, sarebbe invece concentrata nella svolta verso via Autostrada per chi arriva dal centro città: il passaggio da due corsie a una avrebbe provocato un allungamento delle code fino oltre l’incrocio con via Quarenghi. «Il problema è la svolta in via Autostrada per chi proviene dal centro città, che prima delle modifiche usufruiva di 2 corsie ed ora di 1 sola corsia, con conseguente allungamento della colonna di macchine in attesa fino ad oltre l’incrocio con via Quarenghi per la non possibilità di creare una doppia corsia di uscita verso via Autostrada» scrivono.

Via Simoncini «collo di bottiglia»

Nel documento viene inoltre evidenziata la situazione di via Simoncini, dove in precedenza erano disponibili due corsie aperte a tutti i veicoli. Con il nuovo assetto, una corsia sarebbe riservata all’e-Brt, mentre sull’altra si concentrerebbe tutto il restante traffico, compresi gli autobus del trasporto pubblico locale. Gli operatori definiscono così via Simoncini un «collo di bottiglia», aggravato anche dal traffico proveniente da via Bonomelli e dall’area della Malpensata e di via Zanica.

Particolarmente dura la critica alla gestione degli spazi riservati alla nuova linea e-Brt: nella lettera si parla del rischio di considerare il restante trasporto pubblico locale e i suoi utenti come «di serie B».

La proposta: aprire le corsie preferenziali a tutto il Tpl

Tra le soluzioni avanzate c’è la possibilità di eliminare temporaneamente le corsie preferenziali oppure aprirle a tutti i servizi di trasporto pubblico locale, almeno fino alla conclusione dei lavori di raddoppio ferroviario o fino a quando la nuova linea e-Brt non produrrà i benefici attesi. Secondo Autoservizi Locatelli e Tbso, «una misura di questo tipo potrebbe contribuire anche ad alleggerire il traffico proveniente da via Don Bosco e dalla Malpensata» scrivono.

Le due aziende chiedono inoltre un’analisi congiunta dei tempi di percorrenza, della velocità commerciale delle linee urbane ed extraurbane e dei dati di carico, così da individuare con maggiore rapidità eventuali criticità.

Chiesto un tavolo tecnico con Comune, Atb e Agenzia Tpl

Un’altra richiesta è la convocazione periodica di un tavolo tecnico tra Comune di Bergamo, Agenzia Tpl, Atb e gestori del servizio extraurbano, con l’obiettivo di condividere i dati di monitoraggio e valutare possibili interventi correttivi. Per i firmatari, il successo del progetto E-Brt non dovrebbe essere valutato «soltanto in base alle prestazioni della nuova infrastruttura, ma considerando l’efficienza, la regolarità e l’attrattività dell’intero sistema del trasporto pubblico locale».

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