Esplosione in via Longo, 20 abitazioni non fruibili. Presidio fisso contro gli sciacalli
I DANNI. Staccati acqua e gas: 6 appartamenti totalmente inagibili. Dieci residenti in hotel fino a dicembre. Sono ancora gravi i coniugi ustionati: la donna in passato era stata ricoverata in Psichiatria.
Lettura 3 min.Sono in tutto una ventina le abitazioni del condominio Plorzano, al civico 9 di via Longo, ritenute «non fruibili» dai residenti al termine delle verifiche dei vigili del fuoco. Di queste, sei appartamenti – quattro al piano rialzato, compreso quello da dove è partita l’esplosione di lunedì 5 ottobre, e due al primo piano – sono anche inagibili perché completamente distrutti.
(Foto di Colleoni)
Negli altri, i residenti potrebbero tornarci a vivere, a patto però che vengano sistemati dei danni, grandi o piccoli a seconda della vicinanza con il punto dello scoppio, e quando saranno ripristinati i servizi: mentre la corrente è ancora collegata, acqua e gas sono stati staccati per motivi di sicurezza.
L’ospitalità
La maggior parte degli abitanti della palazzina ha trovato ospitalità temporanea da parenti o conoscenti, mentre dieci – cinque coppie – sono in carico al Comune, che ha fatto sapere che provvederà a ospitarli a proprie spese al Central Hostel fino al 31 dicembre, dopo che le prime due notti erano state sostenute economicamente da Oriocenter e ChorusLife.
Il presidio
Oggi (8 ottobre), a gruppetti, potranno tornare nelle loro case, accompagnati dai vigili del fuoco, per recuperare altri effetti personali (com’era già avvenuto anche martedì mattina, 6 ottobre) ma anche per installare chiusure temporanee delle finestre danneggiate dall’esplosione, anche in vista di eventuali intemperie. Nel frattempo polizia di Stato, carabinieri e polizia locale si stanno alternando con le loro pattuglie per garantire la presenza fissa, di giorno e di notte, davanti alla palazzina per evitare l’intrusione di eventuali sciacalli.
I feriti
Intanto le condizioni dei due feriti più gravi, la coppia romena che viveva nell’appartamento da cui è partito lo scoppio causato dalla fuga di gas, restano molto serie: lui, operaio di 55 anni, è ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona con ustioni sul 15% del corpo, mentre lei, 51 anni, è ancora in pericolo di vita per via delle ustioni su oltre il 75% del corpo. Dalle verifiche della polizia è emerso che in passato la donna era stata ricoverata in Psichiatria. Nel palazzo in pochi vedevano la coppia, soprattutto la cinquantunenne. Impossibile per il momento stabilire l’entità dei danni, comunque enormi: gli inquilini si sono già mossi con le assicurazioni per capire il da farsi.
I danni agli appartamenti
Lo scoppio ha danneggiato principalmente la palazzina al civico 9, ma anche quelle attorno: il caseggiato al civico 7, che fa parte dello stesso complesso residenziale, ma anche il palazzo sul retro, al quale si accede da via degli Albani. Le schegge di vetri, cemento e infissi sono state scaraventate ovunque, demolendo muri divisori, finestre e porte e conficcandosi nelle pareti circostanti, dove ancora ieri erano ben visibili. Sul caso la procura – titolare dell’indagine è il sostituto Emanuele Marchisio – ha aperto un fascicolo per disastro colposo, nel quale sono stati iscritti proprio i due coniugi romeni, ai quali non è al momento stato contestato il reato di strage perché non sono emersi dissidi con i vicini e dunque sembra non verosimile l’ipotesi di una vendetta. Fatto sta che la fuoriuscita del gas dalla conduttura in casa – che è risultata staccata, ma con la farfalla di sicurezza chiusa e una pinza accanto – potrebbe essere riconducibile o al tentativo, mal riuscito, di riparare un potenziale guasto (l’odore di gas era stato percepito da alcuni condomini già da qualche ora), oppure al tentativo di farla finita.
Anche se non sono stati trovati biglietti o altri elementi – anche sui cellulari della coppia – che possano al momento confermare questa eventualità. Già qualche anno fa proprio nei garage sottostanti l’abitazione dei due coniugi si era registrata un’infiltrazione d’acqua proveniente dal piano superiore, ma che era stata addebitata a un guasto nelle condutture del palazzo, la cui costruzione risale alla fine degli Anni Cinquanta. Anche le condotte del gas sono piuttosto datate e, come previsto dalle norme, posizionate sulla parete esterna della palazzina, nel lato del cortile, dove sono ben visibili nel loro tragitto da ciascun appartamento, una accanto all’altra, verso i contatori all’esterno della palazzina.
Le lesioni alla struttura
Palazzina che strutturalmente non presenta lesioni tali da minarne la stabilità: i muri portanti hanno retto proprio perché la deflagrazione – spiegano i vigili del fuoco – ha causato un’onda d’urto che è andata a sfondare i muri divisori e perimetrali, ma anche le vetrine della portineria, fino a salire e scendere lungo la tromba dell’ascensore della scala C, ora totalmente inutilizzabile. L’abitazione da dove è partita la fuga di gas e quella accanto, un bilocale di proprietà del condominio, sono ora collegate perché lo scoppio ha fatto crollare i muri divisori.
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