Esplosione in via Longo a Bergamo, restano gravi i coniugi - Le foto

LE CONDIZIONI DI SALUTE. In pericolo di vita la 51enne, ustioni su oltre il 75% del corpo. Un residente: «Il soggiorno di mio fratello è sprofondato».

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Poteva anche andare peggio. È il pensiero che si rincorre, da un lato all’altro di via Longo e lungo il corsello dei garage di via degli Albani, dopo l’esplosione che ha reso inagibili una ventina di appartamenti della scala C, lasciato fuori casa una quarantina di persone, e che soprattutto ne ha ferite nove. Due, i coniugi J. B e O. B dell’appartamento al piano terra da cui è partita la deflagrazione, restano in gravi condizioni. In particolare la donna, mercoledì 7 ottobre, resta in prognosi riservata, considerata in pericolo di vita a causa delle ustioni che le coprono oltre il 75% del corpo.

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Di origine romena, 55 anni lui e 51 lei, sono ricoverati rispettivamente all’ospedale Borgo Trento di Verona e al Niguarda di Milano, specializzati in grandi ustioni, dove lunedì sera sono arrivati in elisoccorso. L’uomo, in Terapia intensiva, presenta ustioni non gravi su circa il 15% del corpo, in particolare al volto e agli arti superiori.

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Non hanno riportato lesioni gravi, invece, gli altri sette feriti, per lo più colpiti dalle schegge di vetro delle finestre finite in frantumi a seguito dell’esplosione e dell’onda d’urto che ha generato. Ma anche sotto choc per quei momenti di terrore vissuti alle 19,30 di lunedì sera, quando i soccorritori hanno portato in codice giallo al Bolognini di Seriate una 62enne e un 50enne, mentre un 30enne è stato portato al Pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII di Bergamo. In codice verde all’Humanitas Gavazzeni, invece, una donna di 57 anni e una 99enne. Altri due residenti, due uomini di 74 e 57 anni, sono stati visitati sul posto lunedì sera dopo l’esplosione, ma non sono stati portati in ospedale.

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I feriti non gravi martedì erano già stati dimessi e qualcuno di loro è tornato in via Longo. Appoggiato a una delle balaustre del Morla, a osservare l’androne di ingresso ancora pieno di schegge di vetro, i nastri rossi a delimitare quella scena di devastazione, anche il 50enne dimesso dal Bolognini di Seriate, che la sera prima ha letteralmente visto sprofondare il pavimento del suo soggiorno al piano di sotto, mentre lui, per fortuna, stava rientrando in casa proprio nel momento dell’esplosione, quando alcune schegge lo hanno raggiunto a una gamba. Ma non se la sente di parlarne con i giornalisti: aspetta solo di poter rientrare a casa per recuperare qualche cambio e gli effetti personali.

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A ripercorrere i momenti che lunedì sera hanno preceduto quel boato udito a distanza, è il fratello del 50enne, che preferisce restare anonimo: «Viviamo al secondo piano, mio fratello appena sopra l’appartamento esploso, io di fianco. Avevamo appena finito di dare una mano a Gigi, il portinaio, che stava bussando a tutti i residenti per capire se qualcuno avesse dimenticato acceso il fornello». L’odore di gas, a un certo punto, aveva cominciato a sentirsi anche al secondo piano. Poi lungo le scale. Sempre più intenso. «Stavamo per rientrare in casa dal ballatoio quando c’è stata l’esplosione – prosegue –. Io avevo appena aperto la porta e l’onda d’urto è entrata. Avendo montato dei serramenti con tripli vetri, i miei hanno resistito, ma quelli sottili delle porte interne si sono frantumati. A mio fratello invece è sprofondata la soletta: il suo soggiorno non c’è più». Dopo le nottate trascorse in albergo e in ospedale, si sono ritrovati ieri mattina fuori casa, uno zaino vuoto in spalla, aspettando di recuperare gli effetti personali.

Gli sfollati

Attualmente fuori casa ci sono ancora dieci persone, a coppie: sono state accolte in 5 camere di hotel.

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