Esplosione in via Longo, test sulla fuga di gas. Due feriti ancora gravi
DOPO L’ESPLOSIONE. Giovedì 15 ottobre la prova per ricostruire i tempi della fuoriuscita di metano. Le famiglie tornano negli appartamenti scortate dai vigili del fuoco per recuperare gli effetti personali.
Lettura 1 min.Bergamo
C’è chi porta via trolley pieni di vestiti, chi alcuni generi alimentari a lunga conservazione e che erano rimasti nelle dispense di casa e chi addirittura dei vasi con piante rimaste a secco da oltre una settimana. Per tutta la giornata di mercoledì 14 ottobre diverse famiglie che vivevano nella palazzina al civico 9 di via Longo, dove lunedì di settimana scorsa, il 5 ottobre, una violenta esplosione aveva causato danni ingenti e il ferimento di nove persone, due delle quali ancora gravi.
Ciascun nucleo familiare è stato accompagnato nel rispettivo appartamento dal personale dei vigili del fuoco, rimasto per tutta la giornata all’esterno della palazzina i cui segni dell’esplosione causata dalla fuga di gas sono ancora ben evidenti, anche se quelle che erano le vetrate della portineria sono state sostituite da teli in cellophane tenuti dritti da infissi provvisori in legno.
Interni ripuliti dai detriti
Gli interni sono stati ripuliti dai detriti, ma le abitazioni sono di fatto inutilizzabili perché acqua e gas sono ancora staccati: inoltre, dei venti appartamenti, sei sono stati dichiarati inagibili per via dei danni ingentissimi riportati dallo scoppio: quello al piano rialzato dove viveva la coppia rimasta ferita in modo grave e iscritta nel registro degli indagati per disastro colposo (lei, di 51 anni, è ancora ricoverata contusioni sul 75% del corpo all’ospedale Niguarda di Milano, lui, di 55, a Vicenza con bruciature sul 15% del corpo) e altri tre limitrofi, di cui uno disabitato, oltre a due al primo piano. A coordinare gli ingressi scaglionati sono stati gli agenti della polizia locale, presenti anche per evitare l’accesso di persone non residenti e di eventuali sciacalli.
Il test di giovedì
Oggi - giovedì 15 ottobre - dovrebbe inoltre essere messo a punto un test da parte dei vigili del fuoco del Nia, il Nucleo investigativo antincendio regionale: l’obiettivo è di effettuare un a prova di tenuta, per capire quanto ci ha messo il gas a saturare l’appartamento della coppia rimasta ferita. Già alcune ore prima del violento scoppio alcuni residenti avevano sentito un forte odore di gas.
Dalle indagini era già emerso che sono stati in tutto sette i metri quadrati di metano che hanno riempito l’abitazione del piano rialzato nel momento in cui è partita la devastante deflagrazione: ora il test previsto oggi valuterà anche le tempistiche, anche per ricostruire nei dettagli la vicenda fin dalle sue origini, legate o a un tentativo maldestro di riparare una perdita o a un gesto estremo.
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