Oltre 300 le fughe di gas in provincia di Bergamo. «Mai sottovalutare l’odore»

VIGILI DEL FUOCO. Il comandante provinciale Tripi: «Vanno subito aerati i locali e chiamato il 112». Ancora grave la coppia ferita nell’esplosione. Proseguono le misure anti-sciacalli.

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«L’odore di gas non va mai sottovalutato: vanno subito aerati i locali e va avvisato il 112». Lo sottolinea il comandante provinciale dei vigili del fuoco, ingegner Gianfranco Tripi, dopo lo scoppio che lunedì 5 ottobre in via Longo ha causato il grave ferimento di una coppia di coniugi residenti e la devastazione della loro palazzina, il «Condominio Plorzano» al civico 9, dei cui venti appartamenti 6 risultano ancora inagibili – a partire da quello dei due feriti, tre dello stesso piano rialzato e due al primo piano – per la gravità dei danni che hanno riportato nella violenta esplosione.

Nel caso di via Longo, nessuno aveva segnalato odori sospetti prima dell’esplosione

Dall’inizio dell’anno a Bergamo e provincia i vigili del fuoco del comando provinciale dei vari distaccamenti sono intervenuti per oltre 300 segnalazioni di fughe di gas: «Si tratta di un dato omnicomprensivo – spiega ancora il comandante Tripi – e che raggruppa le fughe di gas di ogni genere, da quelle domestiche a quelle che riguardano aziende, attività commerciali, semplici contatori magari urtati durante incidenti stradali, mezzi di trasporto e cisterne. In ogni caso è importante non sottovalutare i rischi e chiamare subito il 112».

Il caso di via Longo

Nel caso di via Longo, per esempio, pur distando la caserma dei pompieri di via Codussi meno di duecento metri in linea d’aria, nessuno aveva segnalato odori sospetti prima dell’esplosione: «Le chiamate sono arrivate soltanto dopo lo scoppio – spiega infatti l’ingegner Tripi –, che tra l’altro abbiamo sentito anche qui in caserma». L’intervento è stato infatti pressoché immediato: in pochi attimi hanno raggiunto via Longo cinque squadre dei pompieri, che hanno subito messo in sicurezza la palazzina e contribuito a soccorrere i residenti, nove dei quali rimasti feriti: la coppia di 51 e 56 anni che abita nell’appartamento da cui è partito lo scoppio causato dalla fuga di gas e altre sette persone che erano negli appartamenti confinanti e, in un caso, nella portineria del palazzo.

Ancora grave la coppia

La donna di 51 anni è ancora ricoverata in condizioni stazionarie ma molto gravi, e in pericolo di vita, all’ospedale di Niguarda a Milano, con ustioni su oltre il 75% del corpo, mentre il marito è ricoverato all’ospedale di Verona, anche lui in gravi condizioni e con ustioni sul 15% del corpo, ma non in pericolo di vita. I due sono stati iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Emanuele Marchisio, che all’indomani dello scoppio aveva aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di disastro colposo.

I lavori nella palazzina

Nella palazzina sono state applicate le coperture sulle finestre rimaste senza infissi per via del violento scoppio di lunedì 5 ottobre: i residenti hanno potuto raggiungere i loro appartamenti in sicurezza, accompagnati dai vigili del fuoco. L’edificio al civico 9 non presenta problemi di natura strutturale, ma acqua e gas sono ancora staccati e, pur essendo agibili 14 appartamenti su venti, i residenti non sono ancora di fatto rientrati, in attesa del ripristino dei servizi e della sistemazione delle rispettive abitazioni.

Contro lo sciacallaggio

Dal giorno dello scoppio le forze dell’ordine hanno avviato un servizio per contrastare il fenomeno dello sciacallaggio. Non si sono registrati tentativi di intrusione nella palazzina da parte di sconosciuti anche per via della presenza fissa delle pattuglie dei carabinieri, alternate con le volanti della polizia di Stato e della polizia locale. Il piantonamento della palazzina proseguirà fino a quando non saranno sostituiti gli infissi della portineria e degli ingressi principali del palazzo: lo scoppio ha causato la deflagrazione delle vetrine dell’ingresso (le maniglie delle porte di vetro sono state trovate ad alcuni metri), oltre che danni importanti nella colonna dell’ascensore. I danni, ingenti, non sono ancora stati quantificati.

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