Gamec, la Manelli fa causa al Comune: vuole 6 milioni
LA BATTAGLIA LEGALE. L’impresa: «Risoluzione contrattuale illegittima». Palafrizzoni: «Noi parte lesa, contratto chiuso previo parere del Collegio».
Lettura 1 min.Bergamo
Un risarcimento di 5.957.998,40 euro (più Iva) per «corrispettivo per lavori eseguiti e risarcimento dei danni subiti». È quanto pretende l’impresa «Manelli» spa (con cui il Comune ha chiuso i rapporti per «grave inadempimento» sul cantiere della nuova Gamec), con un atto di citazione avanti al Tribunale ordinario di Brescia proprio contro Palafrizzoni e la società Sace BT Spa (che ha emesso la polizza fideiussoria escussa dal Comune, di oltre 2 milioni di euro).
«Manelli» risponde così, avviando una battaglia legale, alla richiesta di risarcimento avanzata da Palafrizzoni lo scorso aprile, per danni derivanti dall’inadempimento nella realizzazione della nuova sede museale, stimati in 5.253.106 euro.
La Giunta Carnevali non ci sta e, in un’apposita delibera votata nell’ultima seduta, autorizza la sindaca a costituirsi nella causa, nominando come consulente tecnico l’avvocato Aldo Coppetti e autorizzando una spesa «per la fase contenziosa di primo grado di 56.510 euro». Si aggiunge così un nuovo capitolo alla tribolata vicenda legale inaugurata lo scorso 19 dicembre con l’avvio del procedimento per la risoluzione del contratto con l’impresa di Bari. Vicenda che, si legge in delibera, sta ingolfando l’avvocatura comunale «con diversi contenziosi, tra cui 4 già aperti per questioni legate all’appalto e legate a vicende relative alle richieste di pagamento avanzate dai subappaltatori».
La «Manelli» ritiene che la risoluzione contrattuale sia «infondata e illegittima», che «la responsabilità per i fatti che hanno condotto alla risoluzione contrattuale dovrebbe essere imputata esclusivamente alla condotta dell’ente», che «la stazione appaltante non avrebbe potuto e dovuto escutere le polizze fideiussorie». Ma il Comune è certo del suo operato e ricorda come il contratto sia stato risolto «previo parere del Collegio consultivo tecnico che si è espresso a favore il 19 gennaio 2026». Rispetto all’escussione delle polizze, sottolinea come sia «avvenuta nel pieno rispetto delle norme di legge e delle condizioni contrattuali».
Palafrizzoni si definisce «parte lesa» e definisce i contorni della vicenda, «con la società appaltatrice che si è trovata in una grave crisi finanziaria, sfociata nella presentazione avanti al Tribunale di Bari di una richiesta di composizione negoziata della crisi». Contattata telefonicamente l’impresa, non è stato possibile raggiungerla per una replica.
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