Gandolfi-Gafforelli, con le firme si apre la corsa per la presidenza della Provincia

VIA TASSO. Depositate ufficialmente domenica le candidature. Il presidente uscente: scelta che va oltre le appartenenze. Il sindaco di Romano: cruciale la partecipazione al voto.

C’è tempo fino alle 12 di lunedì 23 febbraio per presentare candidature alla presidenza di Via Tasso, ma domenica mattina, un’oretta dopo l’apertura degli uffici, la partita era di fatto già delineata. Intorno alle 9 si sono infatti incrociati nel Palazzo della Provincia gli esponenti di Forza Italia (arrivati per primi), che si erano incaricati per il centrodestra di portare le firme a sostegno di Gianfranco Gafforelli, e quelli del Pd con le sottoscrizioni a supporto di Pasquale Gandolfi.

Le firme per Gafforelli e Gandolfi

Servivano almeno 442 firme, tra sindaci e consiglieri comunali, per sostenere una candidatura: il 15% dei 2.948 amministratori con diritto al voto. Per Gandolfi – presidente in carica, vertice nazionale dell’Unione Province d’Italia e sindaco di Treviolo – ne sono state depositate 473, mentre ben 630 sono quelle presentate dai sostenitori di Gafforelli, attuale sindaco di Romano di Lombardia. Oggi nel pomeriggio si riunirà l’ufficio elettorale per controllare la validità delle firme ed eliminare eventuali «doppioni»: solo al termine di questo lavoro si avrà l’ammissione formale delle candidature. Ma da un primo, rapido controllo, non sembrano emerse criticità, considerato anche che entrambi i candidati hanno del margine rispetto ai numeri necessari per legge.

Si apre la corsa alla Presidenza della Provincia

Con questo passaggio, si apre dunque la corsa per la presidenza della Provincia, che si concluderà il 15 marzo con le elezioni: quella sera si saprà chi guiderà Via Tasso per i prossimi quattro anni. Entrambi gli aspiranti lo hanno già fatto: Gandolfi è presidente uscente, in carica dal 2021, mentre Gafforelli lo aveva preceduto dal 2018. In quegli anni, peraltro, Gandolfi era stato il suo vice. Ora invece si trovano a correre da avversari: Gafforelli, in quota Forza Italia, è il nome indicato da tutto il centrodestra, mentre il centrosinistra sostiene il dem Gandolfi.

Il centrodestra parte in vantaggio

Se si guarda ai numeri emersi a settembre 2024, con le elezioni del Consiglio provinciale, è il centrodestra a partire in vantaggio. I tre gruppi consiliari di area ottennero infatti, sommati, oltre 45mila voti ponderati, contro i 32mila dei «Democratici e civici per la Bergamasca». All’epoca si votò però per l’aula, mentre questa è un’elezione che interessa la sola presidenza. E a differenza del 2021, quando Gandolfi era l’unico candidato dopo un’intesa «larga» con parte del centrodestra, ora prende forma una sfida «vera».

Per Gafforelli, «in tour» con numerosi incontri che proseguiranno fitti nei prossimi giorni («i sindaci mi chiamano e mi invitano, questo è motivo di soddisfazione»), e per il centrodestra, il «mantra» adesso è soprattutto incoraggiare la partecipazione al voto: «Per vincere, certo – dice il sindaco di Romano – ma anche perché come amministratori dobbiamo dare il buon esempio ai nostri cittadini nel partecipare al voto». Per la coalizione (che ha tra le valli uno dei suoi punti di forza) è fondamentale incoraggiare anche la presenza alle urne dei piccoli Comuni, in passato risultati la fascia demografica con l’affluenza più bassa.

Per Gafforelli «l’ascolto dei territori è un tema centrale». Si dice pronto a sostenere la Paladina-Sedrina («Credo che le cifre richieste non siano impossibili per l’Anas») e il fronte di sindaci contrari al termovalorizzatore a Montello: «Dovrò guardare le carte, ma la mobilitazione del territorio va ascoltata. Cominciamo a risolvere il problema degli odori». Evidenzia che «dappertutto ci sono esigenze di viabilità, penso anche alla Cremasca», si dice pronto a dare attenzione «alle questioni ambientali, per esempio sul lago» e ribadisce di non voler per ora entrare in questioni di nomine: «Prima bisogna vincere le elezioni».

È pronto a iniziare degli incontri a livello locale anche Gandolfi: «Presenterò il mio

programma. È frutto del lavoro di questi anni, ma anche delle proposte e richieste, una quarantina, che sono arrivate dagli amministratori nell’ambito di un questionario che abbiamo lanciato – spiega –. Le sollecitazioni pervenute riguardano in particolare temi di infrastrutture, pianificazione urbanistica, energia e fotovoltaico».

Si dice «tranquillo» rispetto ai numeri che lo danno «all’inseguimento»: «Gli amministratori non si limitano a guardare lo schieramento. Questi quattro anni di governo, in cui abbiamo lavorato tanto e bene con amministratori civici e di diverse forze politiche, sono il punto di partenza. Il sentore è che molti, nel votare, andranno oltre le appartenenze di partito». Tra i temi «caldi» dei prossimi quattro anni cita «il Piano cave, a cui stiamo lavorando, l’adeguamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale per recepire la legge regionale sulle logistiche, le scuole: dobbiamo tenere presente che non ci saranno più le risorse del Pnrr, ma il tema resta centrale». Quanto alla viabilità, «lavoriamo sulle asfaltature con le risorse statali, ma anche ad altri interventi con fondi propri dell’ente. Sulle grandi opere non va dimenticato che dipendiamo da finanziamenti regionali o ministeriali».

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