Gas esilarante, è allarme in Bergamasca. Escalation di ritrovamenti di bombolette spray vuote
LA PREOCCUPAZIONE. Sauro di Plastic Free: «Recuperate 80 nell’ultimo anno. Ora serata sui rischi». Gli acquisti soprattutto online: dal 2027 prevista una stretta a livello europeo.
Lettura 3 min.Bergamo
È stata ribattezzata «droga della risata», ma c’è davvero ben poco da ridere a guardare i danni che può causare, soprattutto tra i più giovani, l’inalazione del protossido d’azoto. Eppure tra gli adolescenti bergamaschi questo tipo di sballo immediato ed economico – oltre che, tecnicamente, per ora non illegale – sembra sempre più diffuso. Perlomeno a giudicare dal numero – sempre più consistente – di bombolette spray vuote trovate nelle aree della provincia maggiormente frequentate dagli adolescenti, in primis i parchi. I ritrovamenti sono stati centinaia. Gli ultimi episodi si sono registrati ad Alzano Lombardo e a Clusone, ma a inizio ottobre i carabinieri avevano ritrovato in un’abitazione di Verdello una ventina di bombole di protossido d’azoto da tre litri ciascuna e di cui dieci ancora sigillate: le conservava un diciannovenne che era stato inizialmente arrestato e poi sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La perquisizione era scattata perché il giovane si era dato alla fuga di fronte all’alt dei carabinieri, scappando con la sua Fiat Panda e venendo bloccato soltanto dopo sette chilometri.
In casa aveva anche tre pugnali e un lampeggiante blu: è verosimile ipotizzare che gestisse una compravendita di «droga della risata» tramite contatti diretti via telefono con i potenziali acquirenti. Il canale più diffuso per la vendita resta però quello on line, dove chiunque può approvvigionarsi di queste bombolette e riceverle direttamente a casa. E che il «traffico» sia ormai consistente a livello nazionale lo conferma anche il sequestro effettuato la scorsa estate dai carabinieri del Nas di Milano che in un deposito che riforniva proprio il commercio on line avevano rinvenuto qualcosa come 7.852 bombole di protossido d’azoto tra i 600 grammi e i due chili, del valore complessivo pari a 225mila euro.
Il protossido d’azoto non è illegale: viene infatti impiegato in ambito alimentare per I’arricchimento e l’aromatizzazione di alimenti dolciari come la panna montata e per la preparazione di cocktail.Da qualche tempo è in realtà utilizzato come sostanza stupefacente: inalato, può però causare gravi effetti sul sistema nervoso centrale e provocare dipendenza, proprio come ogni altra droga
Non illegale, ma nocivo
Va specificato che il protossido d’azoto non è illegale: viene infatti impiegato in ambito alimentare per I’arricchimento e l’aromatizzazione di alimenti dolciari come la panna montata e per la preparazione di cocktail.Da qualche tempo è in realtà utilizzato come sostanza stupefacente: inalato, può però causare gravi effetti sul sistema nervoso centrale e provocare dipendenza, proprio come ogni altra droga.
Ad allarmare è appunto il numero di ritrovamenti: ne sono testimoni i volontari bergamaschi di «Plastic Free», associazione impegnata nella lotta contro l’inquinamento da plastica e nella tutela dell’ambiente e che svolge regolarmente attività di pulizia sul territorio della nostra provincia. «Nell’ultimo anno abbiamo trovato un’ottantina di bombole vuote – sottolinea il presidente provinciale Lorenzo Sauro – in tutto il territorio della provincia di Bergamo. A ogni nostra uscita ne troviamo alcune e il fenomeno inizia davvero a preoccupare perché significa che l’impiego di questa sostanza da parte dei giovani è in crescita. I ritrovamenti avvengono infatti nei luoghi frequentati dai ragazzi, a partire dai parchi pubblici. L’ultimo caso risale alla scorsa settimana, con cinque bombolette ritrovate a Zogno. Nelle settimane precedenti i recuperi avevano riguardato aree pubbliche di Bergamo, Torre Boldone, Alzano Lombardo e Villa d’Almè. Non c’è uscita in cui almeno una o due bombolette vuote non saltano fuori».
In Bergamasca l’unica ordinanza risulta a Carvico, con il divieto di vendita ai minori: «È stata un’azione deterrente – spiega il sindaco Sergio Locatelli –: da allora non abbiamo più registrato ritrovamenti»
Serata di sensibilizzazione
Tanto che proprio «Plastic Free» ha deciso di organizzare una serata di sensibilizzazione sull’argomento: «La stiamo preparando per fine novembre, in Conca Fiorita a Bergamo, all’Istituto Camozi – spiega ancora il presidente Sauro –: saranno presenti esperti, tra cui un medico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII per chiarire i rischi dell’inalazione di questa sostanza.
In programma, a partire dal 2027, la classificazione del protossido di azoto come sostanza tossica, con conseguenze per la vendita al pubblico al di fuori degli impieghi legittime
Intanto l’associazione ha realizzato una sorta di mappa, in continuo aggiornamento, proprio con le zone e i quantitativi dei ritrovamenti. E anche le forze dell’ordine sono in allerta per la crescita del fenomeno, benché per il momento la detenzione non sia illegale. Tuttavia a livello europeo è in programma, a partire dal 2027, la classificazione del protossido di azoto come sostanza tossica, con conseguenze per la vendita al pubblico al di fuori degli impieghi legittime.
Nel frattempo alcuni Comuni sono corsi ai ripari con provvedimenti ad hoc: a giugno Fino Mornasco, nel Comasco, ha introdotto un divieto di detenzione e lo stesso ha fatto, più di recente, Crema, dove dal 19 ottobre l’utilizzo del protossido di azoto in pubblico comporta una sanzione tra i 25 e i 500 euro. Nella Bergamasca l’unica ordinanza risulta a Carvico, con il divieto di vendita ai minori: «È stata un’azione deterrente – spiega il sindaco Sergio Locatelli –: da allora non abbiamo più registrato ritrovamenti».
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