«In azione con il gruppo “I Pericolosi d’Egitto”». Nuove indagini sul pizzaiolo in carcere dal 2024 per terrorismo

LE NOVITÀ. Non era un «lupo solitario» ma insieme a un gruppo denominato «I pericolosi d’Egitto», pianificava attentati terroristici, prendendo di mira stadi e luoghi di culto. Nuove indagini sul pizzaiolo egiziano in carcere dal 2024.

Brescia

La Polizia di Stato ha notificato una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un giovane di origine egiziana in quanto ritenuto partecipe di un’associazione con finalità di terrorismo internazionale. Si tratta di un pizzaiolo di 23 anni che lavorava in una pizzeria d’asporto in centro a Bergamo.

L’uomo è già noto, in quanto le Digos di Brescia e Bergamo, il 4 ottobre 2024, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, avevano eseguito a suo carico una misura di custodia cautelare in carcere per il delitto di apologia di delitti aggravata dalla finalità di terrorismo commesso attraverso una molteplicità di comportamenti, volti a propagandare ed esaltare le attività dell’Islamic State.

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Il giovane era costantemente impegnato nella condivisione ed esaltazione sul web di contenuti apologetici riguardanti l’I.S., la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio

L’attività investigativa di Brescia e Bergamo ha permesso di eseguire mirati approfondimenti nei confronti dell’uomo che dimostrava uno spiccato attivismo su diversi social e su taluni network virtuali giovanili, manifestando interesse per tematiche jihadiste. In particolare il giovane era costantemente impegnato nella condivisione ed esaltazione sul web di contenuti apologetici riguardanti l’I.S., la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio.

Aveva progettato un colpo contro una chiesa di Bergamo

Dalle indagini compiute è emersa la volontà dell’indagato di passare all’azione, contro i Kuffar, gli «infedeli», in quanto cristiani. In particolare, era stata ricostruita l’attività preparatoria finalizzata a colpire i fedeli cristiani frequentatori di una chiesa al centro di Bergamo. per questo, il giovane è stato condannato in primo grado per aver fatto apologia di delitti con finalità di terrorismo, attraverso una molteplicità di iniziative, volte a propagandare ed esaltare le attività dello Stato islamico e la Jihad. Parallelamente, sono proseguite le indagini per ricostruire il circuito relazionale dell’indagato.

Le nuove indagini

Il giovane non era un semplice «lupo solitario», operando in sinergia con altri soggetti e coordinandosi nella condivisione di progettualità terroristiche comuni e condivise

Le nuove indagini della Digos di Brescia e l’analisi della copia forense dei dispositivi sequestrati all’indagato nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria hanno chiarito come il giovane non fosse un semplice «lupo solitario», operando in sinergia con altri soggetti e coordinandosi nella condivisione di progettualità terroristiche comuni e condivise. Nello specifico, si è accertata l’esistenza del gruppo su sistemi di messaggistica istantanea «I Pericolosi d’Egitto» e di una correlata associazione terroristica.
«Da qui una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato, in quanto partecipe all’associazione terroristica di matrice islamica denominata “Islamic State Khorasan Province (ISKP)” di stampo jihadista» spiegano dalla Polizia di Stato.

Prendeva di mira stadi e luoghi di culto

Le indagini hanno consentito di riscontrare, infatti, come l’indagato, quale partecipe del gruppo «I pericolosi d’Egitto», pianificasse attentati terroristici, prendendo di mira stadi e luoghi di culto, progettando di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico, e provvedesse al suo auto-addestramento consultando siti internet per la creazione di esplosivi e condividendo video riguardanti l’utilizzo di kalashnikov e combattimenti.

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