(Foto di Leonardo Calvi)
LA TRAGEDIA. E’ successo lunedì 16 febbraio in un cantiere in centro a Cremona: un operaio di 55 anni è morto. Lavorava per una ditta bergamasca e lui stesso risiedeva sul nostro territorio. La Cgil: nel 2025, nella sola Bergamasca, i morti sul lavoro sono stati 22, quattro in più rispetto al 2024.
Cremona
L’ennesimo infortunio sul lavoro è costato la vita, nel primo pomeriggio di lunedì 16 febbraio a Cremona, a un operaio romeno di 55 anni residente in Bergamasca, a Ghisalba, che, secondo le prime informazioni a disposizione, stava lavorando in una cantiere edile nel centro di Cremona e sarebbe precipitato da una impalcatura.
Carabinieri e ispettori dell’Ats Val Padana sono intervenuti sul posto, così come gli operatori del 118, e per questo lo scenario è ancora da chiarire nella sua esatta dinamica oltre che nelle cause.
Secondo i primi accertamenti eseguiti dai carabinieri, e stando anche alle testimonianze di alcuni colleghi testimoni della tragedia, era in corso un sopralluogo in un edificio di corso Vittorio Emanuele II, nel centro della cittadina, per verificare alcune infiltrazioni sul tetto di una palazzina e la vittima, dipendente di un’impresa con sede in provincia di Bergamo e residente lui stesso in Bergamasca, era su un ponteggio mobile.
Si sarebbe sporto ed è caduto da quasi dieci metri di altezza. Non c’è stato nulla da fare: l’allarme è scattato tempestivamente, ma quando gli operatori del 118 sono arrivati sul posto l’operaio era già deceduto. Sono in corso tutti i rilievi di legge per ricostruire con precisione cause e dinamica dell’accaduto e per chiarire se nel cantiere siano state rispettate o meno le norme sulla sicurezza.
«I numeri continuano a peggiorare: nel 2025, nella sola Bergamasca, i morti sul lavoro sono stati 22, quattro in più rispetto al 2024».
«Un altro morto sul lavoro, di nuovo in un cantiere edile, di nuovo con una caduta dall’alto. Secondo le notizie di stampa a Cremona un lavoratore di 55 anni, residente in Bergamasca, ha perso la vita cadendo da un ponteggio mobile mentre stava lavorando su un tetto. Alla sua famiglia e ai suoi cari va la nostra vicinanza». Inizia così la nota della FilleaCgil Bergamo. «Ma ogni volta succede la stessa cosa: si conta la vittima, si esprime cordoglio, e poi tutto continua come prima. Intanto i numeri continuano a peggiorare: nel 2025, nella sola Bergamasca, i morti sul lavoro sono stati 22, quattro in più rispetto al 2024».
«Questo è inaccettabile. La sicurezza non può restare sulla carta né essere trattata come un costo da tagliare. Servono scelte concrete, formazione vera, controlli seri. Perché morire di lavoro, nel 2026, non è una fatalità: è un fallimento che si ripete» conclude la nota.
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