Investito in centro, fiori per il dottor Benedetti: «Vivrà nei cuori»

IL RICORDO. L’uomo è stato investito in Largo Porta Nuova a Bergamo.

«Continuerai a vivere nei nostri cuori, per sempre». È il toccante messaggio, scritto da alcuni amici, che da mercoledì 21 gennaio, insieme ad un mazzo di fiori, tiene vivo il ricordo del dottor Francesco Benedetti proprio a pochi metri dall’attraversamento pedonale di largo Porta Nuova, dove è stato investito nel primo pomeriggio di giovedì, mentre attraversava la strada. Troppo gravi i traumi riportati nell’incidente, una carambola tra due veicoli innescata da un’auto passata con il semaforo rosso, il cui conducente verrà denunciato per omicidio stradale.

Lunedì il dottor Benedetti è morto all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Aveva 59 anni, abitava in via Carlo Alberto a Colognola ed era un grande tifoso dell’Atalanta. La sua è stata una vita interamente dedicata ad aiutare gli altri, come prelevatore al Centro biomedico bergamasco, alla rotonda dei Mille, e come volontario di diverse associazioni.

Il cordoglio dei pazienti

Sono decine le e-mail arrivate in queste ore all’indirizzo predisposto dal Centro biomedico per raccogliere ricordi e testimonianze ([email protected]): messaggi che restituiscono il ritratto di un medico competente e di un uomo profondamente umano. C’è chi lo ricorda come «un medico gentile, che sapeva rassicurare con uno

sguardo», chi come «una persona capace di ascoltare davvero», chi parla di «un esempio silenzioso di dedizione» e di «un sorriso che rendeva più leggere anche le giornate difficili».

«Siamo una famiglia, lavoriamo braccio a braccio in una realtà “piccola” – racconta Valeria Molteni, responsabile amministrativa del Centro biomedico, profondamente commossa –. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato difficile venire al lavoro: è una perdita che coinvolge tutti profondamente, dal punto di vista umano prima ancora che professionale». Benedetti non era solo un professionista stimato, ma una presenza capace di lasciare il segno nella quotidianità dello studio, dove ha lavorato per 30 anni.

«Ha inciso nella vita di molti, soprattutto dei più giovani, con cui sapeva costruire legami speciali e un vero spirito di gruppo. Aveva un modo naturale di accogliere e far sentire a proprio agio chiunque. Abbiamo condiviso, tra noi colleghi, un momento di raccoglimento per

«Ha inciso nella vita di molti, soprattutto dei più giovani, con cui sapeva costruire legami speciali e un vero spirito di gruppo»

raccontarci ricordi e ricordarlo insieme. È stata un’occasione che ci ha aiutati a trovare conforto e a restare uniti, anche nel dolore». Il Centro sta riflettendo su un modo per ricordarlo anche fisicamente negli spazi di lavoro, «forse con una targa o un segno commemorativo». Una decisione che verrà presa nelle prossime settimane, ma che nasce da un sentimento condiviso: «Non è stata solo una fine – sottolinea Molteni – ma la dimostrazione di quanto Francesco abbia dato tutto senza riserve, fino all’ultimo gesto di altruismo», ovvero la scelta di donare gli organi.

La sorella: «Tanto affetto e ricordi»

Alla camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, la sorella Cinzia ha trascorso l’intera giornata di ieri. «È stata una giornata intensa, circondata da tante persone e ricordi. La proposta del Centro biomedico mi tocca profondamente: per lui era davvero una seconda famiglia, capace di dargli serenità, nonostante il suo carattere riservato. Li ringrazierò sempre per questo». Resta però anche la rabbia. «Non voglio vendetta, ma giustizia sì – ribadisce ancora una volta Cinzia –. E mi ferisce molto non aver visto alcun segno di pentimento: non ho incontrato nessuno né ricevuto condoglianze. Credo che sarebbe stato un gesto naturale». I funerali di Benedetti saranno celebrati venerdì alle 10 nella chiesa di San Sisto a Colognola.

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