(Foto di Colleoni)
LA FESTA. La benedizione del Vescovo: «Siete un patrimonio di umanità». Poi il taglio del nastro del presidente nazionale Valastro.
Bergamo
«La Croce Rossa nella storia nasce da un sussulto di umanità e tutti voi rappresentate un patrimonio di umanità, patrimonio in grado di generare umanità. Stiamo vivendo, assistendo a situazioni e comportamenti che hanno a che fare con la disumanità: l’umanità diventa impegno, resistenza, contributo necessario. In tre anni, 1.000 operatori di Croce Rossa sono morti sui diversi fronti di guerra». Sono le parole pronunciate dal Vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, poco prima di benedire la nuova sede della Croce Rossa di Bergamo (nella struttura sono presenti anche gli uffici del Comitato Bergamo-Hinterland), al termine di importanti lavori di riqualificazione.
Presenti centinaia tra volontari e dipendenti dell’associazione e numerose autorità, tra cui i presidenti del Comitato Cri di Bergamo, Gianluca Sforza, Bergamo-Hinterland, Annibale Lecchi, e i presidente della Cri regionale, Maurizio Bonomi, e nazionale, Rosario Valastro. Insieme a loro molti rappresentanti della politica locale, tra cui la sindaca Elena Carnevali e l’assessore Marcella Messina, che hanno ricordato il legame tra la Croce Rossa e la città, e istituzioni militari, tra cui il generale dell’Accademia della Guardia di Finanza, Cosimo Di Gesù.
«Oggi inauguriamo i lavori di riqualificazione, necessari per ristrutturare questo presidio di umanità e restituire alla città un luogo che le appartiene e che continuerà a soccorrere, aiutare e accogliere – ha detto il presidente Sforza –. Siamo proiettati verso il futuro, pronti a ripartire per essere insieme alla città».
Il presidente nazionale Valastro ha sottolineato il significato simbolico di inaugurare la sede rinnovata l’8 maggio, Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: «In questa giornata credo che sia una delle cose più belle riflettere su quante vite si incontrano da dipendenti e volontari della Croce Rossa. All’estero, vedendo una sede della Croce Rossa, ci si sente a casa». Valastro ha poi ricordato che cosa ha portato Henry Dunant a fondare il movimento: «Dunant fu colpito dalla compassione delle donne che andarono ad aiutare i feriti della battaglia di Solferino, senza distinzioni. Il messaggio è dirompente: “Tutti fratelli”». Come Dunant, anche noi «partiamo dai momenti duri per guardare al futuro, gli stessi momenti bui che stiamo vivendo oggi a livello internazionale. Abbiamo 676 comitati, 1.000 sedi distaccate, siamo presenti in oltre 1.500 comuni», ha aggiunto Valastro per poi ricordare che «oggi celebriamo un’idea che ha davvero cambiato il senso del vedere l’essere umano: la dignità dell’uomo e della donna non hanno eccezioni in nessun luogo, in nessun momento e in nessun caso». Al termine degli interventi, il taglio del nastro e la visita ai locali riqualificati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA